«Adriano, regalaci una notte da Champions»

Riccardo Signori

nostro inviato ad Appiano

La soluzione ci sarebbe. Ma l’interessato non è nella lista Uefa. Mancini si è offerto di giocare in attacco. «Quale attaccante è in buona condizione? Io sto abbastanza bene», ha detto con un sorriso e magari il rimpianto di non poter far intendere dal vivo come si gioca in attacco, magari per spalleggiare Adriano. Di certo il brasiliano ne avrebbe un vantaggio e l’Inter pure, visto che Cruz, Martins e Recoba insieme non starebbero dietro a un Mancini vecchia maniera e in buona forma. Meglio per il Villarreal che avrà un avversario in meno e peggio per Mancini che si porterà dietro un grattacapo in più. Stasera tocca all’Inter, nel senso inteso dal tecnico: «Mi aspetto che tutta l’Inter giochi come sa e che i grandi campioni giochino da grandi». Tradotto: sto pensando di riprovarci con Adriano, almeno per metter paura agli avversari. Aggiungerebbe Moratti: ed ora preghiamo che faccia gol. Mancini non l’ha detto, ma nel chiuso della sua stanza d’albergo...
Comunque pronti tutti: San Siro si riaccende. La Champions si illumina. L’Inter non può spegnersi. Lo stellone ha guardato in giù, ora tocca conquistarsi la fortuna. Il Villarreal è già oltre la frontiera delle sue speranze: squadra tosta, spigolosa, difensivamente una bella ragnatela che ti avvolge e non ti lascia, più facilmente penetrabile centralmente. In attacco c’è Forlan e poco altro (chi non ricorda le svirgolate di Jose Mari?). Ma i fatti parlano per gli spagnoli: primi nel gruppo, due pareggi con il Manchester United, altrettanti pari per passare il turno con i Rangers. A forza di pareggiare ti strangolano. Un bel rebus. Come fare con un’Inter che arranca proprio quando deve segnare? La risposta di Mancini è sintetica nel realismo: «Spero che il Villarreal difenda meno bene e l’Inter attacchi un po’ meglio. Serve essere più precisi». Ogni riferimento ad Adriano non è puramente casuale. L’Uefa ha contato i tiri sbagliati del brasiliano che sono da record, le statistiche dicono che gli basterebbe poco (un gol) per raggiungere Mazzola (16 reti) al vertice dei cannonieri di coppa campioni, i confronti raccontano che Cruz e Adriano insieme, in questa Champions, hanno segnato tanti gol quanti Shevchenko da solo.
Tirando le somme l’Inter dovrà darsi una bella regolata, non acchiappare la semifinale (la seconda nella sua storia di Champions league) rischia di diventare uno dei flop più pesanti delle ultime stagioni. Mancini lo sa e cerca di disegnare la partita in contorni meno tranquillizzanti. «Macchè turno facile. Il Villarreal non ha mai perso in Champions. E soprattutto non credo che riusciremo a decidere subito la qualificazione. Magari così fosse». Però la squadra dovrà presentarsi con qualcosa di pesante fra le mani, non un pareggino qualsiasi. E qui il discorso torna al punto di partenza. Adriano ci sei o ci fai? Eppoi: Adriano, ma con chi? Mancini ieri ha cercato di giocar solo in contropiede. «Se la squadra si esprime come nel primo tempo contro il Parma, ma con più precisione al tiro, si può sperar bene. E se gioca Adriano, non è un problema chi gli sta accanto. Ho sempre detto e confermo: è l’unico giocatore che può farci vincere le partite da solo. Lo dico perchè lo credo davvero».
Non sono proprio le coccole quelle che mancano al brasiliano. Però Mancini è costretto a usare parole piene di «se», condizionali che anche l’assenza di Figo, il grande vecchio diventato un grande totem cui affidarsi nei momenti difficili, spingono all’idea che l’allenatore voglia tentare qualcosa di diversificante, magari imbarazzante per avversari a cui mancano quattro titolari (tre sono squalificati). Chissà mai che Recoba non giochi alla Figo, o Martins non parta dalla destra. Il tecnico si è provato in un timido accenno: «A destra ci sarà Stankovic o un attaccante». L’alternativa è rivedere il centrocampo di Parma nel quale Cesar dovrebbe esser meno timido e più incisivo. Inter e Villarreal sono partite entrambe dal turno preliminare e negli ultimi dieci turni a San Siro la squadra nerazzurra ha vinto otto match, pareggiati due, perso nessuno. Gli spagnoli sono i maghi del pareggio, però hanno ottenuto le sole due vittorie, nel girone, proprio in trasferta. Insomma c’è tutto, anche nei numeri, perchè non manchi il thrilling. Non necessariamente il giallo.