Adriano, regalo di compleanno Nessuna squalifica alla prova tv

Doppia grigliata per Adriano, il Giudice sportivo non lo sanziona per il gol segnato col braccio nel derby e ad Appiano i compagni festeggiano i suoi 27 anni con carne alla brace al termine dell’allenamento mattutino. Un trionfo.
Adriano un po’ era sulle spine, ma Rosetti, nel supplemento di referto richiesto dopo la segnalazione del procuratore federale Palazzi, lo ha salvato. In sostanza l’arbitro di Inter-Milan ha scritto di aver visto il tocco di mano con cui il brasiliano ha realizzato la rete dell’1-0 ma non lo ha giudicato volontario. «L’arbitro - si legge nella motivazione del giudice sportivo Giampaolo Tosel -, convalidava la segnatura della rete non avendo avuto l’assoluta certezza che il calciatore avesse colpito il pallone volontariamente con il braccio e non avendo avuto la percezione che lo stesso gesto fosse finalizzato ad un comportamento antisportivo».
Tosel, precisando di non voler entrare nel merito del regolamento, ha sottolineato che la certezza di Rosetti circa la involontarietà del gesto può non essere condivisa, ma allo stesso tempo ha fatto notare che neppure le immagini televisive chiariscono sulla volontarietà o la involontarietà del gesto di Adriano: «E un dubbio - conclude il giudice sportivo -, è incompatibile con l’affermazione di responsabilità disciplinare per condotta gravemente antisportiva».
Quindi senza una certezza della volontarietà, Adriano non finisce in panca puniti, ma ciò che più ha pesato nella sua assoluzione è stata la dichiarazione di Rosetti che forse intuisce il fallo di mano ma non riceve la certezza che sia volontario. In altre parole Rosetti vede che il pallone subisce una evidente e decisiva deviazione verso la porta, ma ha la percezione che il gesto di Adriano non sia finalizzato a un comportamento antisportivo.
Decisione molto soggettiva, quindi che divide. Adriano è salvo per insufficienza di prove.
Sembra una sentenza accomodante, eppure anche l’ex giudice sportivo Maurizio Laudi, in una intervista rilasciata a R101, si è dichiarato assolutamente in linea con le conclusioni alle quali è arrivato il suo successore: «Dalle immagini che ho potuto vedere in televisione avrei deciso allo stesso modo. La modalità del colpo di testa di Adriano - ha spiegato Laudi-, e la posizione del corpo, sono tali da far pensare che non c’era una prova chiara di volontarietà nel colpire con il braccio il pallone. Si può discutere sulla regolarità del gol, ma non si può dire che sia stato un gesto intenzionale del giocatore e quindi fraudolento. Mi erano sembrate molto più chiare le immagini del caso di Gilardino - ha aggiunto l’ex giudice sportivo -, dove si notava il giocatore già a terra che allungava il braccio per colpire il pallone. Mi paiono due situazioni completamente diverse».
Non completamente d’accordo a Firenze: «Noi siamo stati puniti e questo è un fatto - filtra dalla dirigenza viola -, per il resto no comment». Carlo Ancelotti invece ha condiviso la decisione del giudice sportivo: «Giusto così».
Adriano presente a Bologna e quindi reintegrato a pieno regime nella squadra non è male, soprattutto psicologicamente. Tre giornate di squalifica dopo il pugno a Gastaldello avevano pesato molto e Josè Morinho se ne era lamentato più volte. Il brasiliano nel derby era al rientro, restare nuovamente fuori e sempre a causa di una prova tv avrebbe suonato come una beffa. Ma ieri era il suo compleanno e la sentenza di Tosel è stata il miglior regalo a dieci giorni dall’arrivo del Manchester United assieme alla grigliata organizzata da Zanetti, Burdisso e Samuel.
Assolto il brasiliano ma mano pesante comunque del giudice sull’Inter che dal derby è uscita con cinque ammoniti due dei quali erano in diffida, quindi niente Bologna per Burdisso e Chivu.