Adriano risorge: due gol col San Paolo

Nella prima giornata di campionato, in Brasile, l'Imperatore sembra tornato quello di una volta. Non solo per la doppietta messa a segno ma per come si è mosso in campo. Uscendo dal campo tutto il pubblico si è alzato in piedi per acclamarlo

Rio de Janeiro - Una rondine non fa primavera. Neanche due. Ma l'esordio ufficiale di Adriano con la sua nuova maglia del San Paolo fa notizia lo stesso. Esordio felice: due gol e tanto bel calcio. Sembra l'Adriano di una volta, quello che incantò San Siro conquistando l'appellativo di "Imperatore" (guarda i suoi gol più belli). Poi la crisi, i problemi sul campo - e soprattutto fuori - le nottate brave, i "festini", gli occhi sempre puntati su di lui da parte della stampa, le polemiche infinite. E la panchina, seguita dall'inesorabile tribuna. L'oblìo del campione.

Dopo un lungo tira e molla con la società Adriano ottiene di restare all'Inter, dove inizia la stagione ma viene subito messo "fuori rosa" per le gare di Champions. E' il segnale che la fiducia nei suoi confronti ha raggiunto livelli di guardia. Mancini continua a dargli qualche chance ma la sostanza non cambia. L'Imperatore è sempre più abulico, distante, l'ombra di se stesso. E' triste, depresso... la società gli sta vicina e, piano piano, lui si convince che l'idea migliore sia quella di cambiare aria. Torna in Brasile, ritrova il sorriso, gli amici e... finalmente i gol. E' ancora presto per dire che Adriano è rinato, che è tornato il campione che avevamo conosciuto. La strada è ancora lunga. Però a 26 anni non ancora compiuti merita fiducia.

Nell'esordio in campionato con la maglia del San Paolo, dov'è in prestito fino a giugno, ha segnato una doppietta contro il Guaretingueta. Adriano ha fatto due gol, tutti nella ripresa. Ma non si è limitato a fare centro, ha giocato, sudato, lottato. E ha incantato il pubblico con una prestazione che gli è valsa una standing ovation al momento di lasciare il campo.

Dopo il gol del vantaggio ospite al 22’ con Renato, Adriano è andato a segno al 46’ con un tiro dal limite dopo avere recuperato un pallone e al 75’ ha siglato la rete decisiva con una punizione che ha "bucato" la barriera avversaria.

Quanti soprannomi Imperatore (per via dell'omonimia con il sovrano dell'antica Roma) non è l'unico soprannome affibbiato ad Adriano. Lo chiamano anche Hulk, per la sua stazza. Da ragazzino, quando giocava nel Flamengo, era "Pipoca": sua nonna gli preparava i popcorn (pipoca in brasiliano) che lui divorava dopo gli allenamenti. I tifosi dell'Inter affezionati di Inter Channel lo conoscono come "Dinamite", come lo chiama il telecronista Roberto Scarpini.