Adriano, saudade continua «Vorrei Ronaldo all’Inter»

Gian Piero Scevola

Il tormentone Ronaldo non si placa. Neppure il tempo di calmare le acque da parte dei vertici societari, dopo la strana apertura del patron Massimo Moratti (e la sua altrettanto strana retromarcia) nei confronti del Fenomeno, che subito ci pensa Adriano a rilanciare la possibilità del ritorno di Ronie a Milano. Sembra quasi un gioco a rimpiattino: uno apre, l’altro rilancia, un terzo si blocca, il quarto della bella compagnia va invece giù duro. Dopo che lo stesso Ronaldo, con un moto di sorprendente orgoglio, aveva dichiarato di non voler lasciare Madrid, soprattutto ora che le cose vanno male, ecco che la sottile trama, ormai scoperta, si allarga con un nuovo capitolo.
«In Italia sui giornali si scrive tutti i giorni che Ronaldo potrebbe tornare all’Inter. A me piacerebbe che ciò accadesse, sarebbe un gran piacere averlo al fianco, ma in seno alla squadra se ne parla poco. E poi non so come la prenderebbero i tifosi. Comunque i suoi rapporti con il patron Moratti sono ottimi e credo che la porta dell’Inter per Ronaldo sia sempre aperta». Queste le emblematiche parole di Adriano intervistato a Rio de Janeiro da Rete Globo. Parole che lasciano capire come tra il brasiliano di Milano e quello di Madrid sia ormai in atto una strategia univoca, tesa a fare lega comune per difendere, guarda guarda, il posto di titolare nella Seleçao. Con concorrenti come l’intoccabile Ronaldinho, il quasi intoccabile Kakà e Robinho, niente di meglio per Adriano e Ronaldo che fare comunella, magari nella stessa squadra, per convincere il ct Carlos Alberto Parreira a dare loro il sicuro posto di titolare. Impresa titanica perché le attuali condizioni fisiche di Ronaldo (in Spagna soprannominato “el gordo”, il grassone, per la sua linea tendente all’obesità) e quelle non ottimali di Adriano, alla disperata ricerca della forma dei bei tempi, non fanno certo ben sperare e potrebbero proprio essere loro due a dover spareggiare per un posto nell’attacco stratosferico dei pentacampioni del mondo.
Adriano ha anche parlato del suo svenimento in campo durante la partita con l’Empoli: «Ora va tutto bene, mi hanno soltanto proibito di giocare a calcio qui, con gli amici. Vorrà dire che me ne andrò in spiaggia con i miei familiari ed al pallone penserò nell’anno nuovo». L’ultima considerazione è sui prossimi Mondiali: «Questo ruolo di favoriti che tutti ci assegnano non deve condizionarci. Pensiamo a fare bene in campo».
A fare bene ci terrebbe anche Alvaro Recoba, sempre che Mancini lo faccia giocare più spesso. E il suo sfogo, nella gioia natalizia che lo circonda, ha un po’ di amaro. «Con gli anni ho perso per strada un po’ di allegria nel gioco, perché in Italia la tensione del calcio è alta, però sono anche cresciuto, ora sono più tranquillo», afferma il Chino che del suo chiacchierato e discusso rapporto con Moratti dice: «Non ho mai fatto regali o telefonate interessate a Moratti per essere sempre il suo preferito. Non ho mai chiesto nulla a lui o all’allenatore di turno, né ho mai approfittato della situazione né ho mai chiesto garanzie particolari. Quando ho rinnovato 4 anni fa il contratto con l’Inter, siamo un po’ tutti andati “fuori dal calcio”. Altri contratti simili ci sono stati, certe società sono addirittura fallite e ora siamo tornati tutti nella realtà, nella normalità; tutti ci siamo adeguati, anch’io mi sono autoridotto il contratto».
«Ma quando non gioco soffro e non riesco a sentire mia la vittoria», continua Recoba. «Non vado neppure allo stadio, ad eccezione dell’ultimo derby dove prima ho sofferto e poi ho festeggiato. Perché per me la partita col Milan è la partita vera, la sento ancor più di quella con la Juve, anche se non sono mai riuscito a essere l’uomo-derby. Il calcio mi ha dato tanto, mi ha arricchito, ma mi ha tolto anche parte della mia gioventù e dei miei amici. La maglia nerazzurra è però la mia seconda pelle e non trovo le parole per dire quello che vorrei fare per l’Inter, anche senza ricevere nulla in cambio».