Adriano va da Moratti: Inter triste, vuole Cuper

Gian Piero Scevola

da Roma

L’Inter è nella bufera e questo non è una novità. Mancini rischia seriamente la panchina nel caso non dovesse vincere le prossime due partite di Champions e il derby, ma anche questo è un fatto risaputo. Che poi Massimo Moratti voglia imporre al tecnico jesino un tutor come Sven Goran Eriksson, è cosa di due giorni fa. Ma il fatto nuovo e scatenante è che lo spogliatoio è spaccato, sono ricomparsi i clan pro e contro il tecnico e che uno che non è proprio un cuor di leone, come Adriano, sia stato incaricato di far sentire al patron nerazzurro il peso della volontà dei giocatori. Infatti il brasiliano ha parlato con Moratti chiedendo che Mancini venga allontanato: non è riuscito a costruire un rapporto se non con gli ex compagni laziali; ha permesso che si formassero fazioni senza mai intervenire in modo deciso. E poi non ha ancora dato gioco, creando confusione e smarrimento con le sue indecisioni e stranezze tattiche. Senza dimenticare che dall’Inter ha preteso una campagna acquisti faraonica e ora, seccato per aver lasciato andar via Pizarro (il regista che in mezzo al campo gli manca), pretende rinforzi a gennaio: dal Lione il 25enne mediano francese Alou Diarra (ha giocato la finale mondiale contro l’Italia) e l’esterno Malouda. Con un occhiolino rivolto anche a Buffon, all’empolese Almiron e a Tavano che a Valencia non trova spazio. E mentre Gabriele Oriali spinge perchè prima del derby a Mancini venga rinnovato il contratto per altre due stagioni (per far capire ai giocatori che comanda lui), Adriano, a nome degli anziani ha invece chiesto a Moratti di riportare a Milano una vecchia conoscenza: Hector Cuper. Si proprio lui, l’argentino di Chabas che dall’estate 2001 all’inverno 2004, aveva conquistato con l’Inter un terzo e un secondo posto in campionato e anche una semifinale di Champions. Ma, purtroppo per lui, Cuper è anche il tecnico di quel maledetto 5 maggio 2002, di quello scudetto svanito quando ormai sembrava in cassaforte. Il tecnico che fece scappare via un certo Ronaldo: o lui o io, disse il Fenomeno e Moratti scelse proprio quello che mai avrebbe dovuto scegliere. Un sergente di ferro che tra gli allenatori nerazzurri, ha la più alta media punti/partite giocate in campionato.
Adriano ha speso più di una parola con Moratti; gli ha fatto capire che anche la sua crisi dipende dal mancato feeling con Mancini ma, soprattutto, gli ha portato il malumore dei senatori della squadra, lo scontento dei vari Zanetti, Cordoba, Materazzi, Toldo, Recoba, Samuel, Cruz e i tanti dubbi che hanno cominciato a insinuarsi anche tra i nuovi, quelli appena arrivati che pensavano di spaccare il mondo con Mancini. E che invece, a sorpresa, vedono una squadra in piena crisi tecnica e di identità.