Aem-Asm al rallentatore

da Milano

Lunedì si riunirà il cda di Aem per fare il punto sulla situazione della fusione con Asm Brescia. Ma intanto il valore dell’Amsa, società per lo smaltimento dei rifiuti milanese destinata a rafforzare il peso del Comune di Milano nella fusione fra Aem e Asm, si attesterebbe tra 210 e 220 milioni di euro. Meno, secondo quanto riferiscono fonti finanziarie all’agenzia Ansa, di quanto sostenevano indiscrezioni che parlavano di un valore tra 300 e 400 milioni di euro. La stima di Amsa - il cui valore potrebbe salire leggermente grazie alle sinergie Amsa-Aem - è frutto della volontà del Comune di Milano di conferirla ad Aem in vista delle nozze con Asm. Con il conferimento, Milano punta ad aumentare il suo peso in Aem: il capoluogo lombardo controlla una quota del 43,2% circa di Aem per un controvalore di 1,96 miliardi di euro, inferiore al valore della quota in Asm del Comune di Brescia, il cui 69,2% vale 2,34 miliardi (che salgono a 2,51 miliardi con l'apporto del Comune di Bergamo, titolare del 5% di Asm). Inoltre per mantenere il suo 43% in Aem, Milano dovrebbe sborsare una cifra superiore ai 350 milioni con cui rimborsare in contanti, anziché in azioni, il bond convertibile sull'8,8% di Aem. Anche per questo, secondo indiscrezioni, la Moratti avrebbe proposto una holding paritetica al 29,9%. Una soluzione che il Comune di Brescia non è disponibile ad accettare, volendo conservare in mano pubblica il 51% della società. Nella trattativa un altro ostacolo sarebbe dovuto al peso del debito di Aem (contratto per finanziare l’ingresso in Edison), che potrebbe crescere nel caso in cui i soci finanziari di Edipower decidessero di vendere la loro partecipazione, che dovrebbe essere rilevata pro quota da Aem. I bresciani non apprezzerebbero il fatto di acquisire il debito attraverso la fusione.