Aem e Asm fanno uno scivolone in Borsa

da Milano

Questa mattina i sindaco di Milano, Letizia Moratti, e quello di Brescia, Paolo Corsini, si incontrano nel capoluogo lombardo per affrontare i nodi che stanno bloccando l'operazione di fusione tra Aem e Asm. Secondo alcune fonti, la questione della forma societaria potrebbe trovare una soluzione, ma resta la governance e il problema della quota di controllo: 29,9% come propone la Moratti o 51% come vuole Corsini? La scalabilità del nuovo gruppo preoccupa molto i bresciani: i soldi che E.On è disposta a mettere in Endesa dicono che se Aem-Asm non fosse blindata correrebbe seri rischi. Anche perché Aem vuol dire una quota importante in Edison e Asm ha lo stesso significato (o quasi) per Endesa Italia: chi si conquistasse Aem-Asm diventerebbe automaticamente socio di Foro Buonaparte, oltre che di Endesa Italia. Un bottino non trascurabile. Ma il 51% ha un costo: il lancio quasi inevitabile di un’offerta di acquisto.
Ieri intanto i titoli delle ex municipalizzate hanno subito una dura batosta in Borsa, complice anche il fatto che il governo starebbe per decidere un decreto che imporrebbe alle società di restituire centinaia di milioni di imposte non pagate: l’Ue ha giudicato illegittimi gli aiuti dati in occasione della trasformazione in Spa. Aem Milano ha perso il 3,55% a 2,47 euro, Asm Brescia il 2,46% a 4,32, la bolognese Hera l’1,69% a 3,25, la romana Acea lo 0,47% a 13,79 euro e la comasca Acsm lo 0,50% a 2,41 euro. Su Aem e Asm ha pesato anche lo stallo a cui sono giunte le trattative per la fusione.
Tra l’altro sul tavolo dei due sindaci ci sarà anche la questione del bond convertibile Aem che vale l’8,8% del capitale e quella della legittimità dello statuto Aem che è sotto esame della Corte europea, che prevedibilmente non deciderà prima di marzo. Così, salvo grosse sorprese, è difficile che oggi si trovi una via d’uscita.