Tra Aem e Asm primo vertice per la fusione

Paolo Giovanelli

da Milano

Ex municipalizzate ai massimi in Borsa, mentre si avvicina il momento del vertice tra il sindaco di Milano, Letizia Moratti e quello di Brescia, Paolo Corsini. L’incontro si dovrebbe tenere entro settimana prossima, ma intanto ieri Asm ha toccato il livello record di 3,29 euro, in crescita del 2,33%, mentre Aem ha raggiunto 2,04 euro (più 1,12%) e infine la romagnola Hera (che potrebbe aggiungersi all’accordo in un secondo tempo) ha guadagnato l’1,26 per cento.
Il polo energetico del Nord, voluto dal governo, sembra così avviarsi verso i primi passi per un suo coagulamento, anche se è davvero troppo presto per parlare di tempi. Nella partita potrebbe entrare anche Enìa, che raggruppa le ex municipalizzate di Parma, Piacenza e Reggio Emilia. «È importante che Milano e Brescia comincino a parlarsi e a fare passaggi verso una aggregazione. Enìa va avanti con il percorso di quotazione in Borsa che non subisce rallentamenti, ma è disponibile ad essere della partita per una fusione a tre - ha detto il sindaco di Piacenza, Roberto Reggi - i due percorsi, di quotazione e di fusione a tre, si possono fare in via parallela e poi si decide che cosa è più opportuno. Noi siamo disponibili a entrare immediatamente».
Il primo passo dovrà comunque essere fatto sull’asse Milano-Brescia, che potrebbe diventare il polo aggregante per le altre realtà. Sembra che, almeno per il momento, i sindaci affronteranno il tema industriale, lasciando a tempi più lontani la questione del nuovo vertice. Come pure dovrà avere la precedenza la questione degli assetti azionari: il 43,2% di Aem che fa capo al Comune di Milano vale poco meno di 1,6 miliardi di euro, mentre il 69,2% di Asm che appartiene a Brescia capitalizza 1,76 miliardi, premiando quindi sia pure di poco i bresciani. A vantaggio di Aem c’è comunque la importante partecipazione in Edison, che ne fa sia pure indirettamente uno dei più importanti produttori di energia in Italia.
Secondo analisti di settore, Enìa è realmente al bivio tra quotazione e aggregazione e la prima scelta avrebbe poco senso (anche per i costi) se si deciderà poi per l’aggregazione, anche se la Borsa potrebbe dare visibilità al valore reale del gruppo. E in ogni caso Enìa da sola, sostengono gli osservatori, non avrebbe molto futuro. La domanda che piuttosto si pongono gli analisti, senza una risposta certa, è quella dei tempi. «Bisognerà almeno attendere l’esito dell’incontro dei due sindaci» ha fatto notare uno di loro. «L’operazione ha molto senso - ha rilevato un altro - soprattutto se arriverà a comprendere anche Hera, Enìa e Iride (la fusione Aem Torino-Amga Genova, ndr)». Senza dimenticare Acea. Difficilmente, comunque, il solo asse Milano-Brescia potrà andare in porto prima della primavera 2007 e intanto si potrà pensare anche ai passi successivi. Tra gli analisti c’è anche un’ipotesi alternativa (che viene però smentita nettamente da Bologna): la possibilità che per affrettare i tempi, mentre si procedere sulla Milano-Brescia, si possa creare anche l’asse Hera-Iride. Poi i due raggruppamenti verrebbero fusi.