Aem vuol pesare di più nell’alleanza con Asm

E gli azionisti hanno dato il via libera al riacquisto di azioni. Zuccoli: potranno servire «a stringere alleanze»

Paolo Giovanelli

da Milano

La fusione tra Aem Milano e Asm Brescia con ogni probabilità si farà: entro fine anno è confermata la presentazione del piano industriale, ha detto ieri il presidente e ad di Aem, Giuliano Zuccoli, in occasione dell’assemblea degli azionisti. Ma condurre in porto la trattativa non sarà un’impresa facile. Giovedì scorso Renzo Capra, presidente e ad di Asm, parlando dell’integrazione ha sospirato: «È un dovere, e come tutti i doveri va fatto, come in tutte le fusioni c’è sempre qualcuno che ci rimette». E ieri Zuccoli ha detto che «si auspica che Aem Milano venga definita se non qualitativamente almeno quantitativamente più importante, quindi ha certi diritti in più». Insomma, Milano è più grossa e vuole contare di più.
C’è però un problema: la partecipazione che il Comune ha in Aem «pesa» meno di quella che Brescia ha in Asm. Quindi, non solo si pone la questione di dare più peso a Milano, ma addirittura di arrivare più banalmente alla parità tra i due Comuni. E se inizialmente si pensava alla possibilità di incorporare in Aem le gestioni dell’acqua e dei rifiuti, ora sembra che, per problemi di concessione, Aem dovrà fare a meno dell’acqua. E questo spingerà Milano in minoranza. «Le due società stanno discutendo esclusivamente sul piano industriale, non si sta parlando di concambi» ha detto ieri Zuccoli. Ma dietro le quinte gli advisor sono al lavoro per risolvere la questione: o il Comune di Milano ricomprerà sul mercato una quota di azioni Aem (e sarebbe curioso dopo averle appena vendute), oppure quello di Brescia scenderà in Asm.
Ma c’è forse un’alternativa, che è emersa proprio ieri dall’assemblea, anche se Zuccoli non vi ha fatto esplicitamente riferimento: gli azionisti hanno rinnovato l’autorizzazione al cda per l’acquisto di azioni proprie e Zuccoli ha detto che i titoli potrebbero servire «per stringere alleanze» e ha ricordato che la sua società sta «giocando una partita che potrebbe portare a valutazioni di concambio», anche se ha aggiunto che l’operazione non ha l’obiettivo di modificare il valore delle azioni. Insomma, se il Comune non può (o non vuole) rastrellare titoli, lo può fare Aem.
Quanto alla questione Metroweb, «noi pensiamo che la fibra ottica può ancora esprimere positività», ha detto Zuccoli, ma è necessario «investirci, metterci i contenuti. È giusto - ha proseguito - che la fibra venga valorizzata da chi lo sa fare, noi non siamo stati capaci» in quanto il gruppo intende concentrarsi sul suo core business, quello dell’energia.