Gli aerei «blu» ci costano 180mila euro al giorno

La difesa del governo: quest’anno spenderemo meno. Ma, cifre alla mano, i conti non tornano. Giallo sui voli segreti del Viminale

da Roma

Per capire quanto costano i voli di Stato bisogna affidarsi a un lancio di agenzia di ieri sera che riporta una stima attribuita a «fonti della Presidenza del Consiglio». Nel 2007 lo stanziamento complessivo per gli aerei blu sarà di 28 milioni di euro. Cifra che Palazzo Chigi usa per dimostrare quanto l’attuale gestione sia più oculata rispetto alla precedente. I 28 milioni sono «il 40 per cento in meno rispetto a quanto spendeva il governo Berlusconi: 52 milioni di euro nel 2004, 51 milioni di euro nel 2005». Informazioni dettagliate, questa volta ufficiali, anche sul «taglio» delle ore di volo programmato dall’esecutivo di centrosinistra: «Nell’anno 2006 di oltre il 35 per cento. Un ulteriore calo è stata effettuato nel corso del 2007 che porterà a una riduzione complessiva di circa il 45 per cento rispetto all’anno 2005».
La faccenda si complica quando si tratta di capire a quanto ammontino quelle ore di volo che sono state ridotte. E non trova riscontro nemmeno la richiesta di precisazioni sullo stanziamento complessivo che la collettività si è accollata per far volare gli aerei blu. Ad esempio sul perché si riportino solo le previsioni per l’anno in corso e non le risorse effettivamente spese nel 2006, che dovrebbero essere certe.
Una stima di quanto costi trasportare i ministri la riporta L’espresso ed è basata sulle ore di volo complessive dell’intera flotta di Stato, dato del 2005: 37 al giorno in media, per una spesa quotidiana di 179.452 euro. Che significa più di 65 milioni di euro all’anno, più di quanto dichiarato dalle fonti vicine al premier.
Trasparenza su questo tema in realtà non c’e mai stata; un po’ perché i bilanci delle amministrazioni pubbliche italiane non sono scritti per essere capiti. E poi perché è prassi comune che certe spese, magari giuste ma considerate imbarazzanti dalla classe politica e dalle burocrazie, finiscano polverizzate in mille rivoli, divise tra diverse amministrazione o incluse in voci insospettabili dei documenti ufficiali. È il caso delle famose auto blu.
Ma c’è anche un problema di riservatezza. Molti degli aerei pubblici utilizzati dagli uomini di Stato appartengono infatti alla Cai, la compagnia del ministero degli Interni i cui dati sono top secret. Anche quelli relativi a voli che non pongono problemi per la sicurezza nazionale, come si presume siano la maggior parte di quelli effettuati da politici.
La nebbia si dirada un po’ sul famoso 31° stormo, la flotta dell’aeronautica militare, destinata esclusivamente al «trasporto aereo civile di Stato», alla quale apparteneva anche l’aereo che ha portato i ministri Clemente Mastella e Francesco Rutelli, al Gran premio di Monza. Il ministero della Difesa riporta puntualmente le spese sostenute dal dicastero per le «funzioni esterne». Nel 2007 ammonteranno a 13 milioni e 418mila euro. E che si tratti di una situazione un po’ imbarazzante per la Difesa, lo dimostra il fatto che in un documento di qualche anno fa si chiedeva «una maggiore chiarezza e trasparenza» sul bilancio e si proponeva di «trasferire ad altri soggetti istituzionali o sul bilancio di altri dicasteri» alcuni oneri finanziari, come il servizio di trasporto aereo civile di Stato.
Del 31° stormo fanno parte un Falcon 30 da otto passeggeri Falcon 900 ex da 12 e poi un Airbus A319 Cj, infine un elicottero. A questi va aggiunta una pattuglia di piccoli ma lussuosi Piaggio P180. Lo Stato ne ha comprati 29, che sono stati assegnati ai vertici di varie amministrazioni pubbliche. Alla Protezione civile, alla Forestale, alla Polizia, ai Vigili del fuoco. E, riportava un’inchiesta pubblicata sempre dall’Espresso tempo fa, tutti, tranne poche eccezioni, «con un solo compito: portare in giro ministri, sottosegretari, parlamentari, ammiragli e generali». Alla modica cifra di otto milioni di euro ciascuno.