Aerei senza pilota controlleranno le banlieue francesi

Erdogan pronto a togliere l’aiuto alla missione americana in Irak

da Parigi

«Forse credono che Saint Denis sia nella striscia di Gaza invece che nella regione parigina», commenta con amarezza uno studente originario della città in cui si trova il grande stadio di calcio alle porte di Parigi. La cosa che tanto lo indispettisce è la scelta della polizia francese di dotarsi di una nuova “arma”: piccoli velivoli telecomandati, con motore elettrico (dunque silenziosissimo) e un’autonomia di volo di 40 minuti, che filmeranno le zone calde della banlieue. Occhi nascosti tra le nuvole, grazie ai quali gli agenti - solitamente assai preoccupati quando si tratta di pattugliare certe borgate periferiche - potranno osservare quella che il presidente Nicolas Sarkozy definì due anni fa «la racaille», la teppaglia. Poi, alla fine del 2005, la banlieue di Parigi divenne una sorta di Far West, in cui bande giovanili e forze di polizia se le davano di santa ragione.
Oggi gli incidenti sono più rari, ma non sono finiti. Gang, spesso coinvolte nel traffico della droga, si affrontano violentemente tra loro per il controllo del territorio. Le auto date alle fiamme non sono più centinaia per notte, ma sono spesso nell’ordine delle decine. Così il ministero dell’Interno ha deciso di utilizzare un tipo di “drone”, aereo senza pilota, fatto in casa e concepito per le missioni di ordine pubblico diurne o notturne. Un velivolo-telecamera più piccolo di quelli che le forze israeliane impiegano per sorvolare i territori palestinesi, ma pur sempre tecnologicamente avanzatissimo.
I “droni di Sarkozy”, immediatamente definiti “sarkodroni”, voleranno a 150 metri dal suolo e assomiglieranno a grossi uccelli. Un drone sarà molto leggero (appena un chilo) e sarà una sorta di mega-gabbiano, largo un metro e lungo 60 centimetri. Oltre che nella lotta alla “racaille”, il nuovo gioiello della tecnologia transalpina sarà utilizzato per sorvegliare le manifestazioni pubbliche più importanti. Ad esempio la parata del 14 luglio lungo i Campi Elisi.
Il nome ufficiale del “sarkodrone” è femminile: Elsa, sigla che sta per l’equivalente francese dell’espressione “Apparecchio leggero per la sorveglianza aerea”. Adesso Elsa si sta riscaldando i muscoli e sta terminando le prove prima di passare all’impiego sistematico nelle periferie e nell’osservazione di situazioni ad alto rischio. L’opposizione di sinistra è però scesa sul sentiero di guerra, chiedendo un dibattito parlamentare perché l’adozione di “strumenti militari” in situazioni di ordine pubblico «è una scelta politicamente grave».