Aereo caduto in Tanzania: italiani morti in un viaggio umanitario

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Erano in Africa per verificare lo stato dei lavori dell'ambulatorio realizzato come
progetto umanitario nella zona Masai. Facevano parte dell'associazione &quot;Medici dell'Alto Adige per il Terzo Mondo&quot;
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Bolzano - Dalla Tanzania avrebbe potuto portare le ultime immagini per il suo prossimo documentario, dal titolo 'Una goccia nel mare', di cui aveva in programma la presentazione il 22 novembre a Bolzano, alla Giornata del volontariato. E' il dentista di Bolzano Franco Tamiazzo, 57 anni, (nella foto in basso) morto ieri nello schianto di un Cessna 206 con la moglie Stefania Tommasi, 52 anni,  (nella foto in alto) sua segretaria nello studio, e due amici veneti Claudio Zornitta, 57 anni, ortodonzista collaboratore di Tamiazzo, e la sua nuova compagna, Paola. Con loro erano in vacanza le due assistenti bolzanine di Tamiazzo, Sonia e Rosanna, coi rispettivi mariti: era infatti un viaggio per celebrare i 25 anni dello studio, oltre che per verificare lo stato dei lavori dell'ambulatorio realizzato come progetto umanitario nella zona Masai.

Le due assistenti e i mariti si sono salvati, perché non sono saliti sul Cessna noleggiato, decollato dalle colline di Kyuli, non lontano da Nairobi. L'escursione aerea, per sorvolare la zona del Kilimanjaro, ieri era stata decisa dopo che il volo per il rientro in Italia era stato rinviato a oggi. In Tanzania, è scritto nel loro sito web, erano andati per "curare il sorriso di tanti bambini ed adulti che non manca mai, nonostante le misere condizioni di vita" e il progetto umanitario di cui si stavano occupando non era per loro il primo. Facevano infatti parte dell'associazione 'Medici dell'Alto Adige per il Terzo Mondò.

"Il progetto nella zona Masai - ha spiegato il fondatore dell'associazione, Toni Pizzecco - andava avanti da quattro anni. Prima avevamo collaborato fianco a fianco per i progetti dedicati all'India, dove eravamo andati assieme. Insieme, eravamo stati anche in tivù: ironia della sorte proprio nel programma 'Alle falde del Kilimanjaro', con un suo documentario. Era un ottimo documentarista e, se non altro, è morto mentre faceva la cosa che gli piaceva di più nella vita: catturare il mondo con la sua cinepresa. Era anche un bravo batterista, per anni ha suonato con il gruppo dei Medici per il Terzo Mondo e prima ancora con Westbound". Era innamorato dell'Africa e dei viaggi in genere: a Natale sarebbe voluto andare in Sudafrica e a febbraio in Sudan. Tamiazzo e la moglie non avevano figli.

Zornitta, l'ortodonzista, era anche appassionato di volo, tanto da avere un aliante tutto suo presso l'Aeroclub di Belluno, dove viveva in una località di mezzacosta, a Castion, con vista sulle Alpi d'Oltrepiave. La compagna, Paola, con lui frequentava l'Aeroclub appena fuori Belluno. Frastornati, i soci dell'Aeroclub sono in difficoltà a credere, che Claudio sarebbe salito sul velivolo tanzanese se non fosse stato affidabile, "ma bisogna essere sul posto - hanno detto - vedere come sono le macchine, che revisione hanno avuto, chi lo può dire?". Appena aveva tempo, Zornitta effettuava voli nell'area circostante, soprattutto nel periodo estivo. "Non avendo il motore - spiega il personale dell'Aeroclub - l'aliante sfrutta le correnti ascensionali, non faceva mai percorsi superiori ai 50-100 chilometri". Zornitta aveva tre figlie da un precedente matrimonio, la sua compagna due.