«Aeroflot alleata di Alitalia se ha un piano serio»

«Perché no?». Roberto Formigoni parla delle possibili alleanze di Alitalia e il suo giudizio sull’interesse di Aeroflot è molto più aperto che in passato, quando al centro dei contatti erano compagnie europei dagli hub in diretta concorrenza con Malpensa. Un esempio per tutti: Air France. Per il presidente della Regione la questione centrale è proprio il ruolo dello scalo lombardo. E sul tema si è espresso in occasione dell’incontro con il ministro delle Finanze russo, Aleksei Kudrin, alla fine del convegno per il quarantesimo anniversario del gemellaggio tra Milano e San Pietroburgo. All’appuntamento milanese era presente il ministro dell’Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, che durante i colloqui con Kudrin si è sentito ribadire l’interesse per la quota di Alitalia in vendita. Kudrin si è anche dichiarato convinto che la collaborazione tra le due compagnie abbia «prospettive». Insomma, le trattative per l’acquisto di una quota di Alitalia continuano.
La Regione guarda con cauta attenzione all’operazione. «Perché no? Io dico che potrebbe essere Aeroflot se è società moderna e nuova capace di allargare il numero di rotte e di destinazioni raggiungibili». La condizione è che sia salvaguardato e anzi valorizzato il ruolo di Malpensa: «Chi acquisisce Alitalia deve dire se punta su Malpensa e Linate, se vuol fare di Malpensa il principale hub o se, invece, insiste ancora su Fiumicino. Vogliamo vedere un piano industriale credibile, così giudicheremo se è fatto da investimenti non sulla fantasia ma sulla realtà, e cioè sulla convinzione che è in Lombardia il traffico aereo italiano più importante».
A sostegno delle parole del governatore ci sono anche i dati sugli scambi commerciali tra Italia e Russia, nei quali la Lombardia gioca un ruolo di primo piano, soprattutto per quel che riguarda i tassi di crescita. «La vivacità del nostro legame speciale con la Russia è testimoniata dall’eccellente dinamicità degli scambi commerciali» osserva Formigoni. E aggiunge i numeri: le esportazioni lombarde verso la Federazione russa hanno segnato un +29,5 per cento, per un valore di oltre due miliardi di euro (la performance italiana è di +15,6%). Per quel che riguarda le importazioni, i dati sono da record perché hanno raggiunto un +41,9 per cento, quasi il doppio della crescita delle esportazioni nazionali, che comunque viaggiano a ritmi assai sostenuti (+24,1%).
«Alla Russia - la conclusione di Formigoni - guardiamo con la massima attenzione, come a uno dei protagonisti più importanti del contesto internazionale. In questo quadro la Regione Lombardia vede una grande opportunità di crescita da cogliere, puntando a sviluppare tutte le possibili forme di collaborazione. Il confronto è fondamentale ad esempio in ambiti strategici come l’energia, la sicurezza, l’ambiente».