Un Aeroplanino per far ripartire la Roma

RomaL’Aeroplanino per far decollare una squadra allo sbando. Vincenzo Montella «atterra» sulla panchina della Roma, raccogliendo l’eredità lasciata da Ranieri. Per lui già un piccolo record: a 36 anni è il più giovane allenatore della serie A (Leonardo ne ha 42). Guardiola, quando arrivò a guidare la prima squadra del Barcellona nel 2008, ne aveva uno in più.
A lui il duro compito di rimettere insieme i cocci di uno spogliatoio spaccato, tanto che in molti - soprattutto i contestatori di Ranieri, diventati un numero sempre maggiore con il passare dei mesi - avrebbero voluto voltare pagina da un pezzo. E l’ombra di Montella, di fatto, aleggiava sulla testa di Ranieri da giorni. Probabilmente già lunedì scorso, nell’incontro tra la Sensi e i senatori del gruppo (Totti, Mexes, De Rossi e Perrotta) dopo la sconfitta interna con il Napoli, era arrivata una prima investitura non ufficiale per Vincenzino. I rovesci con Shakhtar e Genoa - e le dimissioni di Ranieri - hanno fatto il resto. Poi nel ballottaggio finale tra Montella e De Rossi senior, tecnico della Primavera, ha prevalso la linea dei «romani» (Totti e Bruno Conti in primis). «Ora lavoriamo tutti insieme, ascolterò tutti ma io ho il mio ruolo e le scelte saranno le mie, perchè se sbaglio anche la responsabilità lo sarà», il primo chiaro messaggio rivolto dal nuovo tecnico ai giocatori.
Il sì di Montella è arrivato poco dopo l’una di ieri. Due ore prima il suo predecessore aveva svuotato il suo armadietto a Trigoria («siamo alla frutta», avrebbe detto a una tifosa presente fuori dal centro sportivo mentre andava via con la sua Smart): un breve incontro con la Sensi e i dirigenti per definire la rescissione consensuale (Ranieri rinuncia a circa 800mila euro), poi i ringraziamenti di rito da parte della società al tecnico testaccino. Che si prende una piccola rivincita, ricevendo gli attestati di stima del ct azzurro Prandelli («le dimissioni sono un atto di grande responsabilità e dignità») e di Carletto Mazzone («l’atto di un grande uomo, soprattutto per quanto gli è costato»). «Sono commosso per le parole di Prandelli e ringrazio tutti coloro che mi hanno scritto messaggi di affetto, auguro a Montella e ai miei ragazzi di tenere alta la bandiera», il congedo di Ranieri.
Nel frattempo Montella incontra Rosella Sensi («allenare la Roma sarebbe un sogno», aveva confidato ai dirigenti giallorossi qualche giorno fa quando il suo nome iniziava a circolare per un’ipotesi traghettamento fino a giugno) mentre i calciatori lasciano il centro sportivo dopo l’allenamento: per lui un ingaggio da 500mila euro - per altro già esistente - più un bonus del 10 per cento in caso di conquista di un posto Champions. Non ha ancora il patentino di Prima categoria (sta frequentando il Master di Coverciano) così in panchina lo affiancherà Aurelio Andreazzoli, ex tattico di Spalletti e già sua «spalla» nelle giovanili.
L’ex attaccante campano, che verrà presentato oggi alla vigilia del recupero di Bologna, avrà in rosa ben quindici compagni di squadra del gruppo 2008-2009, l’ultima stagione in campo prima di dedicarsi alla squadra dei Giovanissimi giallorossi. Appese le scarpette al chiodo, Vincenzino si accordò per «spalmare» l’ingaggio di un anno in tre e iniziare ad allenare i «virgulti» di casa Roma, con i quali si è laureato vicecampione d’Italia nel 2010 e ha infilato una serie di 21 vittorie nel campionato in corso.
Da dodici anni nella capitale (tranne 18 mesi tra Fulham e Sampdoria), 102 gol segnati in 251 partite con la maglia giallorossa, Montella è celebre per la sua forte personalità in campo e fuori: non mollò il numero 9 nemmeno a Batistuta e indimenticabile resta il lancio della bottiglietta a Capello che il 10 giugno 2001 a Napoli, nella penultima partita dell’anno del tricolore, lo aveva messo in campo sui titoli di coda dopo averlo fatto scaldare per tutto il secondo tempo. Ora si troverà di fronte una serie di casi da risolvere, dall’ammutinato Pizarro allo scontento Vucinic passando per l’irrequieto Borriello. Per non parlare dei giocatori (Mexes, Perrotta e Cassetti) a scadenza di contratto. Tutte micce da disinnescare per un’avventura che parte già fra 24 ore. Gli auguri di Ranieri sono quanto mai opportuni. Intanto Adriano - e non è una sorpresa - ha ritardato il ritorno dal Brasile, ma forse questo è l’ultimo dei problemi.