Aeroporti blindati per i primi rientri ma niente disagi

Primo weekend in controtendenza a Linate e Malpensa, gli arrivi hanno leggermente superato le partenze nei due scali milanesi, meno lavoro per gli agenti e il personale Sea agli archetti per i passeggeri che stanno partendo, ma guardia sempre alta non solo ai varchi degli imbarchi considerati sensibili come Gran Bretagna, Israele e Stati Uniti.
Polizia tanta e discreta, controlli sempre minuziosi, con i sensori tarati come da parametri stabiliti dalla Ue.
Alle code per gli imbarchi, la Sea ha posizionato una serie di vignette che aiutano il passeggero nelle operazioni doganali, spiegando dove deve mettere gli oggetti e dove trova la vaschetta che li deve contenere. Tutto questo snellisce le operazioni di controllo degli agenti. Rimangono attivi i facilitatori che assistono il passeggero mentre si trova in fila, tutto viene fatto per accelerare le operazioni e rendere meno estenuanti le file. Oltre ai normali archetti sotto i quali tutti devono passare, in caso di attivazione dei sensori, il passeggero deve seguire un accompagnatore che lo indirizza verso zone dove il controllo è più accurato. Non ci si deve più togliere le scarpe perché Sea, il gestore aeroportuale che ha guardie giurate a ogni varco, ha provveduto a dotare sia Linate sia Malpensa di speciali macchine sulle quali deve essere appoggiato il piede, che nel caso celino un oggetto ritenuto pericoloso, in particolare metallico, attivano un sensore acustico. Queste macchine sono dispositivi radiogeni che individuano immediatamente la collocazione dell’oggetto. Nonostante il grande traffico di passeggeri, fra sabato e domenica oltre duecentomila passeggeri, quando una normale giornata di traffico ne conta meno di diecimila, niente da segnalare nei due scali milanesi.