Aeroporti blindati ma per Londra voli regolari

Claudio De Carli

Obiettivi sensibili per eccellenza gli aeroporti hanno sempre mantenuto una guardia alta, Linate e Malpensa non fanno eccezione. Considerati voli sensibili subito dopo gli attentati dell’11 settembre, gli ingressi ai gate per gli imbarchi diretti nell’area inglese sono particolarmente monitorati, doppi filtri e controlli capillari, ieri comunque nessun problema particolare, tutto si è svolto regolarmente, sia agli arrivi, sia alle partenze. Solo il primo volo arrivato a Milano Linate è atterrato praticamente vuoto per l’impossibilità per molti passeggeri di raggiungere gli aeroporti di Heathrow e Gateway: metropolitane e mezzi pubblici fermi, caos nel traffico della capitale inglese. Ma tutti gli aeroporti londinesi sono sempre rimasti aperti, inevitabili i ritardi, ma nelle aree aeroportuali sembrava di essere in un altro mondo, situazione normalissima, solo un maggior numero di poliziotti con i mitra spianati. La compagnia di bandiera inglese British Airways non ha diffuso particolari direttive, voli mai fermi, rimaneva a discrezione dei passeggeri decidere cosa fare.
Sono partiti regolarmente da Malpensa nella mattinata i viaggiatori diretti a Londra. A dispetto della caotica situazione nella capitale del Regno Unito, non sono stati registrati nell’aeroporto milanese particolari problemi di collegamenti. Tuttavia a partire dalle 12.30 molti viaggiatori diretti nella capitale inglese sono rimasti a terra a causa di uno sciopero nazionale dei dipendenti delle società aeroportuali. L’agitazione, prevista fino alle 16 e 30, ha determinato la cancellazione di almeno 25 voli in partenza per diverse destinazioni internazionali ma anche di alcuni in arrivo, come si leggeva sui tabelloni dello scalo milanese. I primi voli per Londra, programmati alle 14, hanno ripreso intorno alle 17.
Scritto questo, Enac, l’ente nazionale dell’aviazione civile, ha chiesto di intensificare le misure di sicurezza negli aeroporti e per quanto possibile, Linate e Malpensa si sono subito attivate. Molta polizia discreta e in borghese per evitare tensioni fra i passeggeri, elicotteri che sorvolavano gli scali, ma è difficile andare oltre quanto già viene quotidianamente attuato. Proprio per evitare inutili allarmismi, la quasi totalità del personale impegnato nella sicurezza negli aeroporti opera in abiti civili. Ma è altrettanto logico che in una situazione di particolare tensione si alzino i livelli di attenzione, sebbene l’aereo rimanga il mezzo di trasporto più scomodo per passare inosservati: controlli radiogeni ai bagagli, esibizione dei documenti di viaggio e di identità che si ripetono almeno due volte. Ma è anche vero che dopo l’11 settembre niente più segue un filo logico.