Aeroporti, Eurnekian si riaffaccia in Italia

L’imprenditore argentino alleato con la Miro Radici nella gara per gestire lo scalo di Reggio Calabria

nostro inviato a Buenos Aires

Il nome dell'imprenditore argentino Eduardo Eurnekian è tuttora legato, in Italia, a due controverse vicende aeronautiche. Nel 1998 la Sea, aeroporti di Milano, partecipò insieme allo stesso Eurnekian alla privatizzazione del sistema aeroportuale argentino, vincendo la gara; sei anni dopo cedette al socio buona parte delle proprie quote, registrando ingenti perdite. Nel mezzo, una ricomposta ma mai ben chiarita vicenda relativa a un pacchetto di azioni che Eurnekian sosteneva di aver acquistato dalla Sea, ma questa negava di aver venduto. Poi, Volare. Nel 2004 l'imprenditore argentino fu coinvolto nel salvataggio della compagnia in crisi, diventandone maggior azionista. Ma la situazione, tra molte ombre, si rivelò di ingestibile: società in default, carte in mano ai giudici, aerei al commissario.
«Gli uomini d'affari vogliono conquistare i mercati, ma talvolta vengono sconfitti - commenta oggi Eurnekian - Entrammo in Volare su consiglio dell'allora presidente della Sea, Giorgio Fossa, che ce la prospettò come una una buona opportunità. Ci credemmo, perdendo 43 milioni di euro». Si disse che il disegno era quello di acquisire, attraverso Volare, la maggioranza di Alitalia. «No, non c'era un piano in questo senso. Ma Volare avrebbe potuto crescere e rafforzarsi proprio per la debolezza di Alitalia».
La scottatura è superata a tal punto che oggi Eurnekian, 74 anni, guarda nuovamente all'Italia come destinazione dei propri investimenti, indirizzati soprattutto al settore aeroportuale, che nel nostro Paese sta vivendo una rapida evoluzione.
In questi anni («grazie anche alla Sea») il gruppo che controlla Corporation America, ha acquisito notevole esperienza aeroportuale, superando la crisi argentina del 2001, investendo nel rinnovamento delle aerostazioni ed esportando anche all'estero (Uruguay, Armenia, Ecuador) il proprio business; oggi gestisce, in tutto, 38 scali. La partita italiana verrà giocata insieme a Miro Radici finance, la società guidata da Nicola Radici proprietaria di una piccola compagnia cargo (Miniliner) e da poco vincitrice delle gare per la gestione degli aeroporti di Trapani e Crotone. Corporation America e Radici costituiranno una holding paritetica in cui confluiranno i nuovi contratti; insieme stanno partecipando alla gara per lo scalo di Reggio Calabria e hanno già manifestato interesse per Genova, Parma e, se Ferrovial lascerà, per Napoli. Con Radici, Eurnekian condivide anche gli interessi per l'energia rinnovabile: socio al 20% nella Miro Radici energia, fornirà gli oli vegetali prodotti nelle sue tenute argentine per alimentare due impianti in Italia da 18 megaWatt ciascuno.
Intanto, Corporation America (1,25 miliardi di dollari di fatturato, Ebitda di 260 milioni) progetta lo sbarco, tra un anno, alle Borse di New York, Londra e Buenos Aires. E Eurnekian coltiva il suo sogno: «tagliare» la cordigliera delle Ande a Nord dell'Argentina, con un tunnel ferroviario di 26 chilometri.