Aeroporti, la Regione toscana comprerà le quote di Adf per lo scalo fiorentino

La giunta ha ottenuto il via libera del Consiglio per l'acquisto di quote di società aeroportuali come Adf (la società che gestisce lo scalo fiorentino), e ha concluso l'iter di approvazione della variante al Piano integrato del territorio per lo sviluppo dell'area di Peretola

La giunta regionale toscana ha ottenuto il via libera del Consiglio per l'acquisto di quote di società aeroportuali come Adf (la società che gestisce lo scalo fiorentino), e ha concluso l'iter tecnico per l'approvazione della variante al Piano integrato del territorio che consente lo sviluppo dell'area aeroportuale di Peretola: lo ha annunciato il presidente della Regione, Enrico Rossi, in occasione della conferenza stampa di fine anno.
«Avevamo promesso un atto - ha spiegato - ne abbiamo due: siamo stati in Consiglio a chiedere l'autorizzazione a procedere all'acquisto delle quote, e atto più importante per manifestare la nostra volontà non potevamo assumere; e abbiamo concluso l'iter per l'approvazione della variante della Piana. Procediamo convintamente». L'obiettivo, secondo Rossi, è «dar vita a un polo aeroportuale che, al netto di Venezia, si configuri come terzo polo aeroportuale in Italia: siamo fortemente impegnati per arrivarci. Ora c'è una fase delicata in cui la riservatezza si impone». Una riservatezza resa necessaria, ha spiegato il governatore, da «problemi di quote azionarie che non possono essere né danneggiate né sopravvalutate».
Quanto all'orientamento della nuova pista dell'aeroporto di Firenze, il presidente della Regione ha sottolineato che «le piste sono un problema che la futura società che si determinerà deciderà di chiedere all'ente preposto, se farla parallela o come vorrà: noi vogliamo metterla in condizione di realizzare la pista migliore per l'aeroporto di Firenze». Rossi ha ribadito che «l'idea del polo aeroportuale unico è una scelta strategica per lo sviluppo della Regione».
La procedura per la variante al Pit, non ancora approvata dalla Giunta, è comunque «sostanzialmente conclusa sotto il profilo tecnico», ha spiegato Rossi, sottolineando che «ora si entra in una fase delicata», riferendosi all'ipotesi di acquisizione di quote di Adf. «Al mercato - ha proseguito - è bene andarci se fai vedere che non vuoi comprare: ma poiché viviamo in una amministrazione pubblica, non posso agire da solo, e quindi ho chiesto al Consiglio regionale l'autorizzazione, che è stata data». Attualmente la Regione detiene il 16,9% di Sat, la società che gestisce l'aeroporto di Pisa, con cui Rossi ha auspicato un'integrazione: anche lo studio sul sistema aeroportuale nazionale commissionato dall'Enac e realizzato da un pool di società, indica la necessità di un legame fra i due scali per il loro sviluppo. L'aeroporto di Pisa è il più grande della Toscana, con un traffico di passeggeri che nel 2009 ha superato i 4 milioni di unità: la Regione è capofila del patto di sindacato dei soci pubblici che raccoglie il 55,32% del capitale della società. Palazzo Strozzi Sacrati non è invece presente nel capitale di Adf, che nel 2009 ha registrato 1,68 milioni di passeggeri: i soci pubblici presenti sono le Camere di Commercio di Firenze (13,52%) e di Prato (4,89%) ed il Comune di Firenze (2,18%), mentre il socio di maggioranza col 33,40% è Aeroporti Holding, di cui detiene il controllo Sagat, società che gestisce l'aeroporto di Torino-Caselle e dove sono presenti sia soci pubblici torinesi e piemontesi, sia privati come Benetton attraverso la holding Sintonia (24,39%) ed Intesa Sanpaolo attraverso Equiter (12,40%).