Aeroporti, riforma per soccorrere Alitalia

Enrico Bonzio

da Milano

Il governo muove il secondo passo nella privatizzazione di Alitalia. Dopo la decisione del Tesoro di cedere ai privati almeno una quota del 30,1%, ieri il Consiglio dei ministri ha deliberato l’«atto di indirizzo per la riforma del trasporto aereo nazionale», necessario per riordinare l’intero settore, articolato in otto punti. Il piano prevede la classificazione degli aeroporti in nazionale, regionale o locale. Per i sistemi di controllo del traffico aereo si vuole potenziare l’assetto amministrativo e organizzativo dell’Ente di regolazione e controllo. Le concessioni aeroportuali dovranno garantire una trasparente e non discriminatoria tariffazione dei servizi. Garanzia e trasparenza della modalità di gestione delle fasce orarie (slot) avverranno con la costituzione di un soggetto pubblico di controllo. È previsto, poi, il miglioramento della gestione dello spazio aereo con un sensibile incremento di efficienza dell’Ente nazionale aviazione civile e revisione del sistema tariffario. Inoltre, c’è la promozione della crescita della qualità dei servizi in linea con la media europea. La voce più delicata riguarda, infine, sindacati e contratti.
Il progetto prevede, in particolare, l’applicazione di standard europei nei contratti di categoria relativi ai controllori del traffico aereo e ai piloti; la valutazione della possibilità di inserimento di contratti di settore per tutto il personale del trasporto aereo; lo studio di forme di incentivazione all’accorpamento; la revisione delle procedure per la proclamazione degli scioperi, al fine di limitare l’impatto dell’effetto annuncio e disincentivare la programmazione rituale degli scioperi; il potenziamento delle azioni di controllo e di disincentivo nei confronti di vettori che applicano contratti esteri e fanno ricorso a forme diffuse di precariato.
Alla delibera del governo hanno quindi fatto eco le dichiarazioni del ministro Trasporti, Alessandro Bianchi, che da Bruxelles ha lanciato una serie di messaggi. A titolo personale ha detto che sarebbe meglio che i vettori italiani, compresa Alitalia, si unissero in un’unica azienda per «avere massa critica» (la quota di mercato domestico di Alitalia e Air One raggiunge il 70% e con Meridiana si arriva all’80%). Sulla tempistica della privatizzazione Bianchi ha detto che «entro questa settimana sarà scelto l’advisor» per la cessione della quota di Alitalia che il governo ha deciso di vendere. Dure le dichiarazioni del presidente della Iata (che raduna 260 compagnie del settore): «Ho incontrato molti ceo in Europa, Medio oriente e Asia e compagnie citate dalla stampa come interessate ad Alitalia e non ho visto nessun interesse ad un accordo». Ai sindacati confederali Bianchi ha poi detto: «Si sono resi conto del fatto che il caso Alitalia è tale che non si può più scherzare».
E poi ha affermato che in nessun Paese dell’Unione Europea ci sono 100 aeroporti, 70 dei quali funzionanti, come avviene in Italia. Il ministro, nel descrivere la situazione attuale, ha parlato di «un mercato selvaggio», assicurando che il piano varato dal governo «comporta una serie di interventi in grado di creare condizioni di mercato migliori».
Nuovo capitolo, infine, per quanto riguarda la vicenda Volare: ieri il Consiglio di Stato ha deciso di rinviare l’esame del ricorso di Air One contro la sentenza del Tar dello scorso 2 novembre sulla gara per l’assegnazione di Volare.