Aeroporti a rischio di paralisi per lo sciopero dei controllori

Venerdì due sigle sindacali rischiano di bloccare 300 voli. Irrigidimento delle compagnie, che non cancellano

da Milano

Il ricordo che ancora brucia i nervi delle compagnie aeree risale al gennaio dello scorso anno, quando un sindacato autonomo dei controllori di volo, con soli tre iscritti, provocò la cancellazione di circa 200 voli: una paralisi.
Oggi la situazione, anche se numericamente un po’ diversa, sta per riproporsi: il 18 luglio, venerdì prossimo, due sindacati autonomi dei controllori (Anpcat, 160 iscritti, e Sacta, un solo iscritto sui complessivi 1.500 controllori dell’Enav) si avviano a bloccare il trasporto aereo nazionale per quattro ore, dalle 12 alle 16. Orario corrispondente a circa 300 voli in partenza e in arrivo dagli aeroporti italiani.
Lo sciopero era stato programmato originariamente per il 16 giugno ed è stato rinviato al 18 luglio su iniziativa della commissione di garanzia, dopo le pressioni di Assaereo - l’Associazione delle compagnie aeree nazionali - che lamentava il preavviso insufficiente. Il ruolo dei controllori di volo, che è legato alla sicurezza degli aerei, soprattutto in fase di decollo e di atterraggio, dà alla categoria una forza molto elevata. Lo sciopero di venerdì, per esempio, è la protesta di due sigle nei confronti del contratto nazionale già firmato da mesi dalle altre undici sigle, confederali compresi.
«In pochi fermano tutto - si accalora Cesare Stumpo, direttore di Assaereo -, a dispetto della situazione catastrofica in cui si trova il trasporto aereo italiano. Nel nostro settore i controllori dell’Enav sono la categoria che sciopera di più: dal 2001 al 2005 hanno proclamato 730 ore di sciopero, effettuandone 310. A parte il rilevante calo del traffico dovuto all’effetto-annuncio, le ore effettuate, secondo un calcolo di Assaereo-Confindustria, hanno comportato un danno complessivo al sistema Paese valutabile in 2,4 miliardi di euro». La situazione nuova è che le compagnie, almeno per il momento, non hanno cancellato alcun volo.
Da un lato c’è sicuramente l’auspicio che le trattative in corso - anche ieri si è svolta una lunga riunione al ministero dei Trasporti - possano portare alla cancellazione dello sciopero; ma dall’altra c’è anche l’intento di premere per un’eventuale precettazione dei controllori, e sanare così i disagi, che si temono pesantissimi, visto che il 18 è un venerdì nel cuore dell’estate.
Assaereo «è costretta ancora una volta - sottolinea una nota - a sottoporre all’attenzione del ministro dei Trasporti la gravissima situazione che si potrà determinare, anche con effetti sull’ordine pubblico, negli aeroporti nazionali». L’associazione sollecita «un deciso intervento istituzionale per gli evidenti motivi di ordine pubblico che si potranno determinare» negli aeroporti.