In aeroporto arriva il check-in con il cellulare

da Milano

Su Malpensa Ryanair e Easyjet si fanno i dispetti. Ieri a Londra quest’ultima, già cliente dell’aeroporto, ha firmato un accordo con la Sea per potenziare la propria base milanese, con l’obiettivo di servire 5 milioni di passeggeri. Contemporaneamente, forse proprio per offuscare l’annuncio della low cost concorrente, il numero uno di Ryanair, Michael O’Leary, è arrivato personalmente a Milano per annunciare l’ennesima promozione per festeggiare i 50 milioni di passeggeri trasportati da e per l’Italia dal 1998: un milione di biglietti a 5,99 euro, questa volta non gratis, come in passato, ma con le tasse aeroportuali incluse. Il sempre pirotecnico O’Leary ha ripetuto che Alitalia non la vorrebbe «neanche gratis», e se l’è presa con le autorità aeronautiche che vorrebbero far sloggiare la compagnia da Ciampino: «La scusa è che devono rifare la pista, che però non ha alcun bisogno di lavori. E non ci hanno detto perché, dopo il cantiere, non potremmo tornare lì». Per farla breve accusa la autorità italiane, in primo luogo l’Enac, di protezionismo a favore di Alitalia.
E gli annunci sul posizionamento di Ryanar a Malpensa? All’inizio di settembre era stata sparata la cifra rotonda di un miliardo di dollari d’investimento (il valore di listino dei 12 aerei che vi sarebbero destinati) e i vertici della Sea si erano precipitati a Dublino per parlarne. Era appena stato dato l’annuncio che Alitalia avrebbe dimezzato la sua presenza a Malpensa, e Ryanair cavalcava l’attualità. Ieri O’Leary è stato un po’ evasivo: da sei settimane non abbiamo contatti con la Sea, ha detto, aspettiamo comunicazioni dal gestore, che deve migliorare le condizioni che ci ha proposto. Le probabilità di un accordo sono nell’ordine del 20-25%. E a Malpensa ci andiamo solo se Alitalia se ne va (che equivale a dire: mai). La Sea, da parte sua, trasecola: la trattativa per lei non è affatto in stallo.
Mentre O’Leary faceva i suoi annunci, a Luton Sea e Easyjet firmavano un accordo per lo sviluppo di Malpensa della compagnia inglese: gli aerei al servizio della base lombarda saliranno dagli attuali otto a 16, per arrivare a 20 entro tre anni, quando i passeggeri saliranno da 2,5 a 5 milioni. Proprio 5 milioni sono i passeggeri che Ryanair vorrebbe, eventualmente, trasportare da e per Malpensa.
Quanto alle vicende Alitalia (più 1,34% in Borsa), ieri Maurizio Prato è stato ascoltato dalla commissione Trasporti della Camera, ma le esigenze d’orario dell’Aula di Montecitorio hanno impedito domande e repliche: appuntamento a giovedì prossimo. Prato a ribadito quanto già illustrato ai senatori nei giorni scorsi e ha ribadito che le esigenze di Alitalia: un vero partner industriale, scelto con logiche di mercato e in tempi rapidi; altrimenti la strada è senza ritorno, con il rischio che la privatizzazione s’inoltri in un vicolo cieco. Secondo O’Leary l’identikit dell’acquirente di Alitalia è il fondo Tpg, che già aveva accompagnato Ryanair al suo esordio.