Aeros, i ballerini di Ezralow che sfidano la gravità

Protagonisti i campioni olimpionici della Federazione romena di ginnastica artistica. Fra i coreografi anche Parsons e Pendleton

Leggeri e sinuosi come delfini in volo. I corpi statuari di atleti giovanissimi volteggiano nello spazio per sfidare ogni legge fisica reinventando il linguaggio della danza. In scena da oggi la compagnia Aeros, che ritorna a Milano a due anni dal debutto italiano (in estate si sposterà in Australia e in Nuova Zelanda e poi in tournée in tutti gli States). Tre coreografi di fama internazionale - Daniel Ezralow (fondatore di Iso, sue le coreografie del musical Tosca di Lucio Dalla), David Parsons (Parsons Dance) e Moses Pendleton (fondatore dei Momix, sue anche le coreografie per l’ultimo show televisivo di Fiorello), in collaborazione con Luke Cresswell e Steve McNicholas (creatori di Stomp), e Luca Missoni che ha disegnato i costumi per lo spettacolo - hanno unito il loro genio creativo alle straordinarie capacità atletiche dei campioni olimpionici della Federazione Romena di Ginnastica Artistica e Ritmica, per dare vita a uno spettacolo unico nel suo genere. Fondata nel 1906 e affiliata l’anno successivo alla Federazione Internazionale di Ginnastica, la Federazione Romena di Ginnastica Artistica e Ritmica è una delle più antiche e prestigiose del mondo.
«La genesi di Aeros risale al 1997 - spiega Antonio Gnecchi, produttore teatrale - quando con i tre coreografi si pensò di creare un nuovo evento. La mia idea è stata quella di utilizzare ginnasti di straordinario livello tecnico (tra gli altri, Andrea Raducan medaglia d’oro per la ginnastica maschile, Giochi Olimpici di Sydney 2000; Simona Amanar e Maria Olaru, medaglia d’argento e bronzo e medaglia d’oro per il Team femminile), affidandoli poi alla guida dei tre coreografi, per realizzare uno spettacolo in cui fondere humour, sensualità e potenza fisica. Nacque l’idea di creare una compagnia stabile, Aeros, che si affermò per le sue incredibili capacità atletiche ed espressive, divenendo protagonista, dal debutto nel 2000 a Los Angeles, di un tour di grandissimo successo in tutta l’America. La difficoltà, ma anche la scommessa e la motivazione dei coreografi - continua Gnecchi - sono state quelle di portare sulla scena atleti, tra i migliori al mondo, ancora in competizione. La loro grandezza sta, in primo luogo, nella grande passione e dedizione al lavoro, ma anche nella fisicità esemplare che li porta quasi a superare il limite della forza di gravità». Uno spettacolo che si inscrive in una scenografia impalpabile, di sole luci e proiezioni. Ricorda Ezralow, «è stato un lavoro sui corpi, mezzi di pura espressione, un lavoro che ha visto gli interlocutori parlare e imparare il linguaggio degli altri: i coreografi hanno imparato il linguaggio della ginnastica e i ginnasti quello della danza». Il ritmo delle musiche infonde agli Aeros un’energia plasmata dalla fantasia scultorea di Ezralow, dalla vulcanica vivacità di Parsons e dalla surreale immaginazione di Pendleton.
Teatro Ventaglio Smeraldo
da oggi al 28 gennaio