Aerospazio e difesa, giro di poltrone nelle stanze dei bottoni

Gut lascia Eads in polemica, ma resta consulente. Al suo posto Lahoud (Mbda) sostituito da Bouvier. Mayer ad Atr

da Milano

Girandola di nomi e valzer di poltrone nell’industria aerospaziale e della difesa europea, con ricadute in Francia, Italia e Gran Bretagna. Come previsto, Eads ha deciso di divorziare da Jean-Paul Gut, il potente capo della direzione commerciale, delle strategie e dello sviluppo globale. Eads ammette che il divorzio è dovuto a divergenze insanabili sull’organizzazione della funzione commerciale.
Gut abbandonerà il primo ottobre, ma resterà nell’orbita di Eads come consulente. E a scanso di equivoci Eads ha voluto precisare che la buonuscita concessa a Gut è quella standard: 2,8 milioni, due anni di stipendio.
A succedere a Gut arriva Marwan Lahoud, il dinamico capo di Mbda, la società missilistica europea controllata da Eads, Bae Systems e Finmeccanica. Lahoud è in gamba, ha lanciato Mbda ed era molto apprezzato da Lagardere padre, azionista di Eads. Al posto di Lahoud va, curiosamente, un altro francese, Antoine Bouvier, che ha alle spalle la riuscita ristrutturazione della società spaziale Astrium e che in precedenza aveva diretto Atr. Bouvier è un buon manager, ma non ancora un astro come Lahoud. E il fatto che gli sia affidata Mbda, in parte si spiega con il buon lavoro che ha compiuto il suo predecessore, che lascia conti in ordine e una riorganizzazione completata, al punto che è imminente anche la piena integrazione di quella componente italiana che in passato zoppicava.
In realtà a Mbda sarebbe dovuto andare un manager inglese e il predestinato era Guy Griffiths, numero due di Mbda. Solo che Bae Systems stima talmente Griffiths da averlo designato come capo del suo polo cantieristico militare, dopo un passaggio temporaneo presso Insite. Mbda ha perso, quindi, due dei suoi tre uomini di vertice. A dare continuità alla azienda è quindi l’italiano Mario Di Donato, mentre il braccio italico della società resta guidato da Fabrizio Giulianini, altro giovane in ascesa, che l’ha portata ad agguantare gli standard non solo tecnici, ma anche economici delle altre anime del gruppo.
Su un altro fronte, quello aeronautico, Filippo Bagnato ha terminato il mandato triennale alla guida di Atr, la società aeronautica controllata pariteticamente da Eads e Finmeccanica. Bagnato era arrivato in Atr con l’incarico di liquidarla. Ma l’ingegnere ha saputo cogliere le opportunità di mercato e ha trasformato Atr in una macchina da soldi, dominatrice del suo segmento di mercato e in piena crescita, con la creazione di oltre 2mila posti di lavoro. Al posto di Bagnato arriva Stéphane Mayer, uomo di formazione Lagardere, che ha guidato per quattro anni la travagliata Eads Socata. Bagnato è rimasto in Atr con l’incarico di presidente del consiglio dei direttori. Si tratta di una posizione di «attesa»: se Finmeccanica riuscisse ad acquistare da Eads il pieno controllo di Atr, sarebbe logico affidarla ancora a Bagnato.
Qualora questa operazione non andasse in porto Finmeccanica troverà, forse nella struttura centrale, una posizione adeguata a chi ha salvato prima e rilanciato poi Atr.