Afa, incendi e black out: tre morti In Sicilia è emergenza per il caldo

Due anziani a Siracusa e una donna a Palermo sono morti oggi in Sicilia, probabilmente per colpa delle temperature troppo elevate. E mentre i consumi elettrici toccano quota 55mila Mw, nell'isola continuano i black out pilotati da Terna. Fino alle 22, a rotazione tutte le zone resteranno senza corrente. I meteorologi avvertono: da domani miglioramenti

Palermo - Sono tre, oggi, le vittime del caldo in Sicilia. A Siracusa, probabilmente per le temperature troppo elevate, sono morti due ultraottantenni. Quando i due anziani sono arrivati al pronto soccorso dell'ospedale Umberto I erano in condizioni disperate e sono morti poco dopo per arresto cardiocircolatorio. Per lo stesso motivo ha perso la vita una donna di 59 anni di Palermo. La donna è stata trovata morta nel suo appartamento in via Nuova dal figlio.

Il black out a rotazione A partire dalle15.30, a rotazione tutta la Sicilia sarà interessata da black out pilotati. Queste le disposizioni che Terna ha dato ad Enel Distribuzione, in seguito ai continui e prolungati black out nell'isola dovuti a un eccessivo consumo di refrigeratori e condizionatori. Per fortuna le temperature, anche se ancora elevate, dovrebbero iniziare a diminuire.

Le previsioni E' infatti questione di ore e le temperature africane che hanno causato danni e disagi in tutta Italia scenderanno. Per poi tornare a metà luglio. La previsione di Andrea Guliacci, esperto del centro Epson Meteo, sembra avere un effetto immediato. Nelle ultime due ore la temperatura a Palermo è diminuita di 8 gradi (da 38 a 30). A Catania invece la colonnina di mercurio resta ferma a 43. Ma l’ondata di caldo per il momento continua, almeno al Sud.

I consumi elettrici E anche oggi si è raggiunto il record dei consumi elettrici dell'anno: 55.000 MW. Un tetto comunque inferioreal massimo storico di 55.600 MW raggiunto il 27 giugno 2006. È quanto si evince dai grafici pubblicati nella home page del sito di Terna, la società della rete elettrica, che per oggi prevedeva un picco del consumi a 54.700 mw. Il livello massimo è stato toccato poco prima di mezzogiorno, l’orario consueto in cui i consumi elettrici raggiungono il massimo. Al momento i consumi effettivi sono inferiori alle previsioni, a 51.520 mw, contro una previsione di 53.900 mw.

Lieve miglioramento "L’alta pressione si sta lentamente ritirando verso Sud - spiega il metereologo - per cui già nella seconda parte di oggi ci sarà una prima lieve attenuazione del caldo anche nelle regioni meridionali". L'afa si attenuerà soprattutto al entro-nord, mentre al Sud farà caldo, ma le temperature saranno più sopportabili: "Le massime saranno in generale comprese fra 25 e 29 gradi al Nord, fra 26 e 31 gradi al Centro e Sardegna, fra 28 e 33 gradi al Sud (ma con qualche punta ancora di 36-37 gradi in Puglia e Sicilia)", spiega Giliacci. Secondo le previsioni del centro meteo, le temperature rimarranno relativamente basse - anche se con punte di 35-36 gradi in Puglia, Calabria e Sicilia - fino ai primi di luglio, per poi innalzarsi gradualmente. La prossima ondata di caldo è prevista nella settimana dopo il 10.

Black out negli ospedali di Palermo In attesa di verificare le previsioni dei meteorologi, in Sicilia la situazione è sempre più grave. Al caldo e agli incendi si è aggiunta l'emergenza elettrica. A Palermo e in altre aree della Sicilia, il black out elettrico non ha risparmiato gli ospedali. Nel capoluogo dell’isola, l’ospedale Civico, uno dei più grandi d’Italia, ha bloccato tutte le attività ambulatoriali, assicurando soltanto i servizi d’emergenza. Black out anche al Policlinico universitario di Palermo e all’ospedale dei Bambini. In emergenza anche il nosocomio di Trapani, il Sant’Antonio Abate, colpito dal black out. Come a Palermo, anche a Catania - dove un asilo è stato evacuato per il propagarsi di un incendio nelle vicinanze - si è verificato un black out alla linea elettrica, probabilmente dovuto ad un sovraccarico di consumi. E come ieri, gli operai della Fiat di Termini Imerese non lavoreranno: lo ha deciso la direzione dello stabilimento a causa del caldo e del fumo dell'incendio divampato ieri sul monte San Calogero.

La Fiat di Termini Imerese ferma Gli operai dello stabilimento Fiat di Termini Imerese erano riuniti dalle 8.30 di questa mattina per decidere se lavorare o tornare a casa, quando la direzione ha chiamato i delegati sindacali per comunicare la propria scelta: fermiamo la produzione. A causa del fumo penetrato in azienda e del troppo caldo degli impianti, la direzione ha deciso la "messa in libertà" dei lavoratori e la contestuale richiesta di cassa integrazione. Erano le 10. Lo stabilimento rimarrà chiuso fino alle 22 di oggi.

"Non costringeteci allo sciopero" Soltanto questa mattina, mentre il fumo degli incendi entrava nello stabilimento rendendo l'aria irrespirabile e il caldo iniziava a rendere difficile il lavoro agli operai, il delegato sindacale della Fiom-Cigl, Angelo La Barbera, aveva dichiarato: "Speriamo che l’azienda non ci obblighi a scioperare per il caldo, come è accaduto ieri mentre in altre industrie della Sicilia, dal petrolchimico di Priolo a quello di Gela, le aziende hanno messo in libertà i lavoratori garantendo la cassa integrazione per calamità naturale". E aveva aggiunto: "La Fiat non ha mai provveduto ad attrezzare lo stabilimento di sistemi di refrigerazioni per garantire la sicurezza e la salute dei lavoratori".

Il black out La decisione dello stabilimento Fiat di Termini Imerese non è una voce fuori dal coro. In tutta la Sicilia il caldo e gli incendi stanno rendendo la vita dura alla popolazione specialmente per i cali di tensione elettrica che interessano aree sempre più vaste. A Palermo il black out elettrico, che interessa a macchia di leopardo diverse zone della città, ha mandato in tilt l’impianto semaforico con conseguenti ingorghi e incidenti e ha messo in ginocchio un’ intera città soffocata dal caldo e da nuvole di fumo provocate da incendi. L’Enel ha chiesto alla popolazione di limitare i consumi di energia. Intanto, però, i frigoriferi e i refrigeratori di salumerie, ristoranti, supermarket, bar si sono spenti e sono a rischio tonnellate di alimenti considerata la temperatura dell’aria che come ieri supera i 40 gradi. A causa dell’ energia elettrica che va e viene a singhiozzo vengono interrotti anche i collegamenti bancari, postali, delle agenzie di viaggio. Gli ascensori di diversi edifici si sono fermati e vi sono state alcune richieste di aiuto da parte di persone rimaste intrappolate dentro.

Evacuato un asilo nido Mentre e Catania le fiamme si sono avvicinate troppo all'asilo nido di via Ingrassia, nel quartiere di Barriera. Così per precauzione, i vigili del fuoco hanno fatto sgombrare l'edificio. I bambini sono stati accompagnati fuori dall’istituto, nelle vicinanze del quale si era sviluppato un incendio alimentato da sterpaglie. Per evitare che i piccoli fossero intossicati dal fumo, i pompieri hanno fatto evacuare la scuola che è tornata al pieno funzionamento subito dopo che i vigili hanno spento l’incendio. Tutte le operazioni sono state effettuate con la partecipazione della polizia.

Roghi nel Palermitano La scorsa notte, i carabinieri della compagnia di Carini, nel Palermitano, hanno arrestato due uomini perché sorpresi ad appiccare il fuoco alle sterpaglie di un appezzamento di terreno a Capaci. E da ore la zona montana a nord-ovest di Palermo, quella di Piano dell'Occhio, è invasa dalle fiamme.Vigili del fuoco, uomini della forestale e un canadair sono impegnati in diversi punti della zona a spegnere i roghi, che sono alimentati da un forte vento. I roghi hanno prodotto una grande nube di fumo che sovrasta il quartiere popolare di Borgo Nuovo e parte della contrada di Baida, dove numerose persone si sono svegliate per l’odore acre e per paura hanno abbandonato le abitazioni. Centinaia le chiamate giunte al centralino dei Vigili del fuoco. Ieri le fiamme avevano interessato Monte Pellegrino, che sovrasta Palermo, procurando danni ai ripetitori tv.

Incendi in tutta Italia Se la Sicilia soffoca tra caldo e incendi, non se la passa meglio il resto della penisola: solo nella giornata di ieri si sono contati 141 incendi, Sardegna e Sicilia escluse. Mentre sono state 1.480 le richieste di intervento al Corpo Forestale dello Stato. Le fiamme alimentate dal forte vento di scirocco si sono propagate in molte regioni. Secondo i primi rilievi della Forestale si traterebbe di incendi di natura dolosa o colposa. Il numero più alto di incendi è stato registrato nel Sud: la Calabria è la regione più colpita dalle fiamme con 59 roghi, seguita dalla Puglia (35), dalla Campania (15), dal Lazio (12), dal Molise (8) e dall Abruzzo (5).