Afanasij Sacharov

Questo santo russo si chiamava Sergej Sacharov e nacque nel 1887 nel governatorato di Tambov. Studiò nel seminario di Vladimir e nel 1908 si iscrisse all’accademia teologica di Mosca. Finiti gli studi, nel 1912 prese i voti monastici col nome religioso di Afanasij e venne ordinato sacerdote. L’anno seguente fu chiamato a insegnare nel seminario di Vladimir, dove rimase fino al 1918. In quell’anno prese parte al sinodo di Mosca. Il colpo di stato bolscevico e la rivoluzione che ne seguì lo lasciarono sostanzialmente in pace fino al 1922. Tra il 1920 e il 1921 padre Afanasij era stato superiore di alcuni monasteri della diocesi di Vladimir, poi era stato creato vescovo di Kovrov ed erano cominciati i guai. Nel 1922 fu arrestato per la prima volta. Seguì una lunga serie di detenzioni alternate a brevi periodi di libertà che si protrasse praticamente fino al 1954. Il fatto è che Afanasij Sacharov era un irriducibile, assolutamente contrario all’appaisement che il metropolita di Mosca aveva accettato col regime sovietico. Scrive Il’ja Semenenko-Basin nel suo Eternamente fiorisce (La Casa di Matriona) che il vescovo Afanasij «è una figura leggendaria dell’epoca della “Chiesa catacombale”», sia per la santità che per essere riuscito «a fare ritorno da luoghi dai quali nessuno sarebbe dovuto uscire vivo». Dal 1954 e fino alla morte, avvenuta il 28 ottobre del 1962, il santo visse a Petuški, nella sua regione natale di Vladimir, scrivendo molto e partecipando alla vita (difficile) della Chiesa russa. Canonizzato nel 2000, la sua tomba è ancora oggi meta di pellegrinaggi.