Afano

Questo santo gallese ha un toponimo in Llanafan Fawr nel Powis e pare debba identificarsi con Afano Buellt, del clan dei Cunedda e parente di s. David. Forse vissuto agli inizi del VI secolo, sembra sia morto per mano di alcuni predoni irlandesi. Non si sa altro di lui e il resto è avvolto nella leggenda. Si narra, per esempio, che al tempo del re Enrico I il signore e castellano di Radnor si trovava a caccia nella zona dove stava la tomba di s. Afano (oggi nel cimitero della chiesa di Llanafan Fawr, dove una lapide dice che il santo era vescovo). Sorpreso dal calare del buio, l’uomo trascorse la notte in quel luogo insieme ai suoi cani, cosa che anche all’epoca era giudicata irriguardosa nei confronti del santo. Il cronista Geraldo il Gallese racconta che il nobile al mattino si risvegliò cieco, mentre i cani erano impazziti. Il sire di Radnor prese allora la decisione di prendere la croce e, emesso il voto, si aggregò alla crociata in Terrasanta. Qui giunto, si armò, montò a cavallo e si fece indicare il campo dove i crociati fronteggiavano i saraceni. Appena arrivato, udì il fragore della battaglia e spronò in direzione del nemico. Naturalmente, essendo sempre cieco, cadde ucciso quasi subito. Ma almeno era morto con onore. Questo è quanto si sa su s. Afano e le storie che lo riguardano. È rimasto dello spazio che, come al solito, utilizzeremo per segnalare buoni libri. Cominciamo con Processo a Darwin, di Marco Respinti (Piemme). Poi: Fuori della Chiesa non c’è salvezza, di Edouard Hugon (Amicizia Cristiana) e Christopher Dawson, La religione e lo stato moderno (D’Ettoris).