Affari di cuore e affari di Stato

Anche i suoi più accaniti detrattori riconoscono a Berlusconi di avere cambiato in modo geniale la società della comunicazione nel nostro Paese: nuove modalità espressive con la gente, nuove relazioni tra il politico e l’elettore, tra il partito e i suoi militanti. Quel che è accaduto ieri è dunque una sorta di paradosso: l’uomo che ha reinventato la comunicazione è diventato vittima della sua stessa creatura.
Qualcuno obietta che non è giusto portare in pubblico i problemi privati di una coppia. Molti replicano che, invece, i problemi privati di un uomo pubblico sono inevitabilmente destinati a fare notizia. Ma se questa è la regola per ogni uomo pubblico, vale ancora di più per Berlusconi, che ha fatto della comunicazione il significato stesso della sua azione politica. Berlusconi viene ingabbiato dalla sua caratteristica umana, e nello stesso tempo è coerente con il suo modo di essere pubblico così come noi lo conosciamo. Quasi una figura pirandelliana, in cui attore e personaggio coincidono.
Anche le vicende di ieri confermano questo doppio ruolo. Prima il Cavaliere è la vittima di una lettera di denuncia, poi diventa protagonista con la sua risposta, al punto da meritarsi gli elogi dell’uomo che cura la comunicazione del suo avversario Romano Prodi.
Ma proviamo a esaminare il contesto in cui è nato il tutto.
Le frasi di Berlusconi che la signora Veronica stigmatizza sono state pronunciate dal marito in un contesto festoso, semplice, quello teatrale in cui venivano assegnati i Telegatti, premi importanti ma che non hanno niente a che vedere con i Nobel. L’occasione è propizia per fare battute, anche perché i premiati non sono propriamente scienziati illustri e parrucconi. Berlusconi fa qualche complimento davvero banalotto alle signore presenti: non era il caso di sforzarsi per immaginare chissà quale frase tratta dall’alta letteratura romantica.
Ma è proprio questa banalità che la signora Veronica rimprovera al marito. Avrebbe preferito che Berlusconi avesse fatto dichiarazioni più altisonanti e serie, magari con citazioni dalle Affinità elettive di Goethe? Credo proprio di no. Allora scrive al giornale per criticare la superficialità dell’uomo pubblico, espressa con quelle frasi teatrali e banali, sostenendo implicitamente che l’uomo privato, il marito, è altra cosa: prende le distanze dall’uomo pubblico per difendere le qualità dell’uomo privato. In questo senso si può comprendere il richiamo alla famiglia e all’educazione dei figli fatto dalla signora Veronica.
Ultima analisi del contesto. Perché la signora Veronica scrive a un giornale «nemico» come La Repubblica e non a uno «amico»? Si tratta di un’abile anticipazione delle possibili critiche di un quotidiano mai tenero con Berlusconi, per difendere il lavoro dell’uomo politico Berlusconi da quello futile apparso durante la serata dei Telegatti.
E infine: perché Berlusconi ha risposto pubblicamente? La risposta è semplice: nella democrazia del mondo globalizzato non è ammesso il silenzio della comunicazione. Ma quale Berlusconi ha risposto alla moglie? Quello ilare e semplice della serata dei Telegatti, il marito, l’uomo pubblico? Berlusconi ha scelto la strada più semplice, ha scritto da marito. Simplex sigillum veri.