Affari a rischio per l’industria aeronautica

Entro fine anno l’amministrazione americana e il governo italiano dovrebbero siglare l’intesa conclusiva che garantirebbe all’Italia un affare da 10 miliardi di dollari e circa 10mila posti di lavoro nei prossimi 45 anni. Si tratta della costruzione del nuovo caccia Joint Strike Fighter, per cui è previsto l’assemblaggio di centinaia di velivoli nella base di Cameri (Novara). Ma l’Italia, che nel programma ha già investito oltre un miliardo di dollari, deve superare la concorrenza di altri Paesi, dalla Gran Bretagna alla Turchia. Ora a Novara temono che il cambio di politica estera da parte del centrosinistra e il raffreddamento delle relazioni con gli Usa possa mettere in discussione l’affare. Come del resto altri tre contratti con la nostra industria aeronautica su cui dovrà presto esprimersi il Pentagono. Si tratta delle commesse per gli elicotteri Ab 139 e Us-101 e per l’aereo da trasporto C27J.