Affari suoi Vincenzi e il caso Englaro

Diciamolo subito: visto che viviamo in una democrazia e non in un regime di ayatollah, vige la libertà di parola. Quella che ieri ha utilizzato il nostro sindaco Marta Vincenzi per esprimere «apprezzamento e solidarietà a Mercedes Bresso presidente della Regione Piemonte per il suo intervento in difesa della laicità dello Stato, dopo la richiesta di obiezione di coscienza avanzata dal cardinale Severino Poletto nei confronti dei medici cattolici affinché si sottraggano dall’interrompere l’alimentazione forzata e l’idratazione di Eluana Englaro». Ci sarebbe da ricordare anche che l’obiezione di coscienza è normalmente adottata dai ginecologi ospedalieri contro l’aborto, che pure è regolamentato da una legge dello Stato. E che la Chiesa non può che richiamare i fedeli, siano essi medici, sindaci o presidenti di Regione, a seguire le leggi dello Stato a meno che non siano in contrasto con quelle di Dio. Invece notiamo un’altra cosa: magari Marta Vincenzi non sarà veloce ad affrontare i veri (e gravi) problemi di Genova, ma sulle questioni del Piemonte è proprio ferratissima.