«Affitti alle stelle sui Navigli: noi artigiani ce ne andremo» I titolari delle botteghe: «I canoni dei residenti ci strozzano Le polemiche sulla Movida bloccano l’arrivo di altri negozi»

Che sia deserta è deserta per davvero, almeno di giorno. E che gli affari di chi sull’Alzaia Naviglio Grande apre bottega di buon mattino, vadano di male è fuori di dubbio. La trappola della ztl (zona a traffico limitato), e non solo quella, sulla Ripa di Porta Ticinese, a quasi due anni dall’entrata in vigore, resta un cappio per gli affari di chi esercita la propria attività nelle ore diurne.
E, mentre i comitati dei residenti, tra petizioni e diffide, si battono anche per la restituzione della zona alle botteghe di artisti e artigiani - giovedì scorso l'ennesima richiesta d'intervento - i titolari delle sopravvissute botteghe sull’Alzaia prendono le distanze dalle iniziative organizzate dai vari comitati: «Il polverone alzato dai residenti contro la Movida - dicono - fa dimenticare che sono stati e sono ancora loro ad ostacolare l’apertura di nuovi negozi e a impedire a quelli che ci sono di continuare a sopravvivere». A mettere un freno alla rinascita artistica dei navigli sarebbero, a detta dei commercianti, gli affitti troppo alti imposti dai residenti, proprietari dei locali: «Gli stessi che adesso si lamentano - sbotta Matteo Laganà, titolare di una bottega di pittura - sono come gatti che si mordono la coda, prima hanno accettato offerte più alte, costringendoci ad andare via, e adesso vorrebbero che tutto ritornasse come prima».
Ma non è finita, perché sempre i residenti renderebbero difficile il lavoro perfino agli artigiani: «Prendono di mira anche noi - attacca Luigi Ioppoli, titolare di una bottega di restauro e antiquariato - spesso i condomini si lamentano per i rumori o per i cattivi odori che arrivano dai laboratori, per noi è un continuo braccio di ferro con loro per continuare a lavorare».
A raccogliere lamentele anche gli eventi organizzati dagli artigiani, il mercato dell’antiquariato, il mercato di fiori e quello dei pittori: «Si lamentano sempre per via delle manifestazioni - continua Ioppoli - perché fanno fatica a passare con le auto, perché non trovano parcheggio, ma noi abbiamo bisogno di questi eventi per poter sopravvivere, i residenti dovrebbero essere i primi a mostrarsi tolleranti se vogliono la rinascita del quartiere». E anche se Elisabetta De Micheli, presidente dell’associazione culturale Alzaia Naviglio Grande con più di mille commercianti iscritti, appoggia l’operato dei residenti: «Perché è necessario disciplinare l'orario di apertura e chiusura di molti locali - dice - e intensificare i controlli», è, però costretta ad ammettere: «Si è vero, c’è molta confusione tra i comitati per la risoluzione dei problemi, molti i pareri discordanti, bisognerebbe trovare un terreno comune di confronto per ottenere presto una vera riqualificazione». A rimanere ancora in vita, mentre i proprietari dei locali pretendono prezzi da capogiro, sono ancora un centinaio di botteghe, tra antiquari, artigiani e pittori. Alcuni di questi si possono trovare al civico 4 dell'Alzaia Naviglio Grande, ma prima di accedere al cortile, sul cancello d’ingresso, è appeso un cartello «è gradito il silenzio» recita, la scritta è tradotta anche in inglese, tanto per essere sicuri che il messaggio venga recepito da tutti. All’interno sono esposte le opere dei pittori che attirano, durante il giorno, moltissimi visitatori e turisti, ma anche in questo caso non si tollera baccano.