Affitti e lavoro, da Pisapiaaiuti alle coppie omosessualiMa il Pd si spacca sui sussidi

Nel fondo anti-crisi contributi anche alle unioni omosessuali. Ed è scontro La capogruppo infuriata con l’assessore: "Così creiamo una guerra santa"

Altre scintille nel Pd a Palazzo Marino. L’assessore alla Politiche sociali Pierfrancesco Majorino ha annunciato con nonchalance che da ieri i contributi fino a 5mila euro destinati alle famiglie in difficoltà lavorativa per la crisi economica e per le spese sull’acquisto della prima casa e l’affitto andranno anche alle coppie di fatto. Etero e gay. L’aiuto viene erogato «a chi ha un reddito Isee inferiore a 25mila euro ed è sposato o risulta coabitante nello stato di famiglia per sussistenza di vincolo affettivo al primo gennaio 2012». Il Fondo da 2 milioni istituito dall’ex sindaco Letizia Moratti assegnava 5mila euro per l’acquisto della casa solo a coppie sposate e residenti a Milano da almeno 5 anni. «Li hanno chiesti solo tre famiglie» riferisce Majorino. La giunta ieri ha creato un fondo unico flessibile: sostegno a chi perde il lavoro, acquisto e affitto di casa. Resta il tetto dell’età, 40 anni. Scompare quello dei 5 anni di residenza che aveva preteso in passato la Lega. «Non aiutiamo solo i milanesi doc» afferma Majorino, quindi gli stranieri arrivati da poco potranno avere i soldi del Comune, basta che siano iscritti all’Anagrafe dal primo gennaio. Ma la bomba è sulle coppie di fatto. «Per la prima volta inseriamo nel bando quanto è già previsto dalla legge nazionale, ossia che persone legate da vincolo affettivo, anche dello stesso sesso, possano iscriversi all’Anagrafe nello stato di famiglia». E avere quindi accesso alle agevolazioni e agli sconti del Comune. Chiaramente un provvedimento apripista.
«Una fuga in avanti» la definisce invece il consigliere cattolico del Pd Andrea Fangazo. E puntualizza che «le modifiche al regolamento vanno votate in consiglio». É un fiume in piena la capogruppo Carmela Rozza. Si era appena spento l’incendio sui registro di coppie di fatto, con la rassicurazione del sindaco che sarà votato entro il 2012 ma la discussione in aula sarà rinviata a settembre, dopo la visita del Papa per il Forum della famiglia a giugno. Un compromesso per non mettere in difficoltà anche l’ala cattolica del centrosinistra. «É stata una puntualizzazione inutile, bastava correggere sposate con iscritte nello stesso stato di famiglia come prevede la legge, anche per l’assegnazione delle case popolari - afferma -. Invece si è voluto specificare il vincolo affettivo, una forzatura che produce conflitti nel partito. Majorino dovrà confrontarsi con i cattolici del Pd. Mosse di questo tipo rischiano solo di scatenare guerre sante sul registro, è stato un errore politico». Difficile, «confrontarci con l’opposizione se la giunta mette tutti di fronte a una decisione già presa». E il capogruppo Pdl Carlo Masseroli non si fa attendere: «Il sindaco prende in giro la Chiesa, il Pd e i milanesi se dice che il registro è rinviato dopo la visita del Papa e in giunta fa come se già esistesse». Majorino prova a smussare, è «dispiaciuto per le polemiche. Abbiamo voluto allargare il bando anche ad altre forme di convivenza, siamo aperti a discutere cammin facendo. Bisogna affrontare queste questioni sul piano degli effetti concreti senza scontri ideologici». I coordinatori locali del Pd Cornelli e Laforgia difendono la scelta della giunta. Il deputato Ue Matteo Salvini invece è pronto a «qualsiasi ricorso, anche a Bruxelles, perchè i soldi vadano prima ai milanesi».