Affitti e rendite, l’Unione vuole altre tasse

da Roma

Quando si parla di fisco, l’Unione si sbizzarrisce a pensare nuove imposte. «Ci vuole una tassa sulle case sfitte». Il leader della Margherita Francesco Rutelli dalle Marche lancia la «cedolare secca» per favorire l’affitto delle case non abitate. «Una famiglia di reddito medio alto - dice Rutelli dai microfoni di Tv Centro Marche - non ha infatti di solito interesse ad affittare una casa, o lo fa in nero, o gli arriva una mazzata dall’Irpef. Io proporrò una tassazione bassa per chi affitta le case, al 10%. Credo che possa essere un modo per fare incontrare la domanda e l'offerta di casa nel mercato».
L’attivismo di Rutelli non sembra però essere gradito dall’alleato di Rifondazione comunista, Fausto Bertinotti: «Quando si costruisce un programma lo si fa insieme: le cose non sono irrinunciabili per noi, come non lo sono per Prodi, Fassino e Rutelli». Bertinotti, intervenuto alla trasmissione di Rai Uno, Batti & Ribatti, condotta dal giornalista Riccardo Berti.
Anche Bertinotti ha in mente di inserire nel programma di governo dell’Unione una nuova tassazione: quella sulle rendite finanziarie. «Nel nostro Paese - dice - il lavoro dipendente è tassato al 35 per cento, ma un signore che guadagna molte ricchezze attraverso la borsa e gli investimenti finanziari paga soltanto il 12 per cento. Penso che sia ragionevole tassare un po’ meno il lavoro dipendente e avvicinare la quota della rendita finanziaria al 20-25 per cento, come avviene in tutti i Paesi d’Europa».
Secondo il leader di Rifondazione comunista, il programma economico non costituisce fonte di possibili contrasti nell’Unione tra il suo partito e gli altri alleati. Secondo Bertinotti «rispetto a 10 anni fa è cambiato tutto. All’epoca, il centrosinistra e Rifondazione si presentarono alle elezioni con due programmi completamente diversi, con il sistema della desistenza. Insieme vincemmo e noi, con un atto di generosità facemmo nascere un governo di cui non facevamo parte. Noi ci presentiamo con un programma comune e, se vinceremo, tutte le forze dell’Unione, compresa Rifondazione comunista, faranno parte del governo di cambiamento». Anche sui salari Bertinotti ha le idee chiare: «Ci siamo presentati alle primarie con un’impostazione molto precisa. Chiediamo un immediato aumento dei salari e delle pensioni, duramente colpiti dall’aumento dei prezzi». E sulle riforme del centrodestra non ha dubbi: «Occorre cambiare strada, partendo dall’eliminazione della legge 30 (la legge Biagi), della Bossi-Fini e della Moratti, che hanno fatto dell'Italia il Paese della precarietà».