Gli affitti sono in calo, ma non per gli studenti

È polemica sui contratti agevolati

La corsa all’acquisto della casa - ripetono da mesi gli esperti - ha «raffreddato» gli affitti. Ma la cosa non sembra vera per gli universitari. Gli studenti che in questi giorni cercano alloggio spulciando bacheche e siti internet trovano prezzi molto simili a quelli di un anno fa: in media, 500-550 euro al mese per una stanza singola (con punte di 600 in zona Bocconi), 300-350 euro per un posto in doppia. I sindacati degli inquilini confermano: «Gli affitti per gli studenti non sono calati, anzi» racconta Stefano Chiappelli, segretario del Sunia, il sindacato inquilini della Cgil. «Gli studi li leggo anch’io, ma nella realtà succede il contrario - rincara la dose Leo Spinelli del Sicet-Cisl -. Gli studenti sono un cliente ideale per chi vuole affittare a prezzi alti e in nero. Loro, di certo, nelle statistiche non ci finiscono».
Assoedilizia, l’associazione dei proprietari di casa, ricorda che uno strumento per raffreddare il mercato esiste: «Sono i contratti a canone agevolato - spiega Achille Colombo Clerici, il presidente -. All’inquilino (in questo caso lo studente) viene fatto un prezzo ribassato e in cambio il proprietario riceve degli sgravi fiscali». Nessuno, però, utilizza questi contratti. «Perché risalgono al 1999 e i canoni indicati (non più di 170 euro al mese a posto letto) sono troppo bassi, fuori mercato ormai - aggiunge Colombo Clerici-. Andrebbero portati a 300-350 euro, per gli studenti sarebbe comunque un risparmio».
Ma gli ostacoli da superare restano molti. Di contratti agevolati per gli studenti si parlerà solo dopo aver trovato l’accordo su quelli per gli inquilini «normali». La trattativa è ferma da mesi e Assoedilizia dà la colpa alla controparte: «Noi proponiamo canoni ridotti del 20-30 per cento ma ai sindacati non basta. Li vorrebbero più bassi per aiutare i bisognosi, dimenticando che per le fasce deboli c’è l’edilizia popolare». «Ma l’affitto ormai fa fatica a pagarlo anche l’impiegato» ribatte il Sunia. «La riduzione proposta dai proprietari è pari allo sgravio fiscale che otterrebbero, bello sforzo... - aggiunge Spinelli del Sicet -. Noi dobbiamo firmare accordi applicabili, con affitti in crescita continua qualsiasi intesa rischia di essere “vecchia” dopo sei mesi». In passato è toccato al Comune cercare di mediare. «Della questione mi occuperò dopo la pausa estiva» assicura il neo assessore alla Casa, Gianni Verga. «Ed è importante che il Comune faccia la sua parte - aggiunge Chiappelli del Sunia -. Con le tasse (pensiamo all’Ici) va premiato chi affitta la casa».
Agli studenti, intanto, non resta che cercare con pazienza la soluzione meno costosa. Le quotazioni sui siti internet gestiti dagli studenti della Statale sono di 500 euro al mese per una singola in zona centrale, 450 alla Bicocca. I prezzi lievitano invece nelle vicinanze della Bocconi: nella bacheca «on line» dell’ateneo si raggiungono i 550-600 euro per una camera in piazzale Brescia o in viale Bligny.