Affitti per stranieri, entra in campo il «garante»

Una vera impresa trovare casa in affitto per un extracomunitario. «La condizione che ci pongono i proprietari degli immobili è: “niente animali e niente immigrat” - dice Pierpaolo Caponeri, agente di una organizzazione immobiliare -. E anche se lo straniero ha una busta paga i locatari non ne voglio sentir parlare». Così per aggirare il problema negli ultimi tempi sta emergendo una nuova figura, quella del «garante». Si tratta di un italiano che garantisce per gli extracomunitari. Li accompagna a vedere la casa, parla con il locatario, fa da mediatore impegnandosi in prima persona. La situazione è più difficile per chi non ha il permesso di soggiorno, specie dopo l’approvazione del pacchetto sicurezza, che prevede la confisca della casa per chi affitta a irregolari. «Poiché ci sono più rischi per i locatari, questi chiedono a chi non ha il permesso di soggiorno di pagare di più - dice Siddique Nure Alam detto Bachcu, presidente del Comitato immigrati di Roma -. Gli irregolari sono diventati ancora più ricattabili: non sono stati sfrattati con l’arrivo delle nuove norme, ma si sono visti aumentare il canone mensile».«No cani, no gatti e no extracomunitari» è questa la raccomandazione che gli agenti immobiliari si sentono ripetere più spesso da chi ha una casa da affittare. «Il 90% dei proprietari ci chiede espressamente di non far vedere l’immobile agli immigrati, c’è una forte diffidenza nei confronti degli extracomunitari», spiega Salvatore Leggio di Tecnocasa. Il veto non è legato al permesso di soggiorno. «Nel Paese c’è una sorta di chiusura verso il fenomeno migratorio. Dopo lo sfruttamento sul lavoro, la casa è la preoccupazione più forte per gli stranieri - dice Alessandra Caragiuli, ricercatrice sulle tematiche migratorie -. Le ultime norme in tema di sicurezza, che prevedono la confisca della casa per chi affitta a irregolari, hanno aggravato la situazione creando una vera e propria fobia verso gli irregolari». «In Italia gli affitti sono cari per tutti, non solo per gli stranieri - aggiunge Siddique Nure Alam -. Un appartamento con due stanze a Roma costa 800/1.000 euro più un 30% di spese. Un precario, italiano o straniero, deve a dividere la stanza per sostenere la spesa. L’immigrato però deve anche mandare soldi nel suo Paese, quindi non può permettersi di spendere più di 150/200 per l’affitto su uno stipendio che in genere è sui 600 euro». Questo, a suo avviso, si traduce in un sovraffollamento delle case affittate agli extracomunitari. «Più persone, più disturbo per il condominio, naturalmente - aggiunge Bachcu sottolineando il circolo vizioso che si viene a creare. Negli ultimi mesi, con le nuove norme sulla sicurezza, la situazione è peggiorata.