Affittopoli, azzerato il cda Trivulzio: "Gogna mediatica"

I vertici del
Trivulzio sono formalmente decaduti: 5 commissari su sette
hanno presentato le dimissioni. Ma il cda replica: "Mandato svolto in modo ineccepibile". Ora si va verso il commissariamento

Milano - Il consiglio di amministrazione del Pio Albergo Trivulzio è formalmente decaduto. Il sindaco di Milano Letizia Moratti ha annunciato che cinque commissari su sette hanno presentato le proprie dimissioni durante l’odierna riunione del board. Ora è inevitabile il commissariamento della Baggina. Ma il cda del Trivuzio non ci sta: "I cinque membri hanno rassegnato le proprie dimissioni su pressante richiesta delle istituzioni che sono state a loro volta sollecitate anche dalla 'gogna mediatica' in merito alla gestione patrimoniale e non del Pio Albergo Trivulzio" (leggi il documento).

La nomina del commissario La nomina del nuovo commissario del Pio Albergo Trivulzio, che reggerà le redini dell’ospizio milanese dopo l’azzeramento del consiglio di amministrazione a seguito dello scandalo sugli affitti di favore, spetta formalmente al presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni. La normativa sulle aziende per i servizi alla persona prevede infatti che sia il presidente della Regione ad avviare le procedure di commissariamento dal momento che questi enti ricadono sotto la responsabilità sanitaria di competenza delle Regioni. Lo stesso sindaco di Milano Letizia Moratti che ha annunciato il commissariamento confermando che tutte le decisioni saranno concordate da lei con il numero uno del Pirellone, ha comunque riconosciuto che la titolarità formale spetta al presidente della Regione.

Il Pat denuncia la "gogna mediatica" Nonostante le dimissioni, i membri del Consiglio è convinto di "aver svolto il proprio mandato in modo ineccepibile" tanto da confidare che gli accertamenti che per primi sollecitano "confermeranno la correttezza del proprio comportamento nella funzione di indirizzo e controllo". Proprio per questo il professor Giacomoni e il dottor Storelli non si sono dimessi. "Riteniamo - spiegano i due - un'ammissione di colpa inaccettabile perché non riconosciamo che generiche contestazioni di stampa giustifichino l'abbandono dell'incarico che tutto il cda ha svolto con impegno e correttezza. Riteniamo - concludono i due - che i casi Boffo debbano essere assolutamente contrastati".

Un segnale di discontinuità "Quello che dobbiamo fare è creare questa discontinuità in modo tale che non ci siano danni all’immagine dell’ente che possano creare impatti negativi". Intervistata da Alfonso Signorini, la Moratti ha ribadito che la posizione assunta dopo lo scandalo degli affitti di favore è stata pienamente concordata con il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni. "Questo è un accordo - ha sottolineato - che abbiamo preso con il presidente Formigoni, perchè è una decisione congiunta". Se ieri le posizioni ufficiali imponevano l’esame di tutte le irregolarità e poi l’assunzione delle decisioni (anche le più drastiche nei riguardi del management della Baggina), dalle parole del sindaco Moratti rilasciate questa mattina l’ordine delle azioni si è completamente invertito. Prima "un segnale di assoluta discontinuità". "Poi si tratterà di capire - ha spiegato il sindaco di Milano - se ci sono state, e sembra proprio che ci siano state, situazioni di irregolarità. Giustizia. Giustizia. Giustizia". Proprio il riferimento a un senso della giustizia tradito è stato per il sindaco la molla che ha fatto scatenare in lei questa reazione di intransigenza. "Ho vissuto questa situazione malissimo - ha confessato a Signorini - con grande preoccupazione per una necessità, che sento fortissima, di fare chiarezza con la massima tempestività e con il massimo rigore per un senso di giustizia. Il Pio Albergo Trivulzio dà servizi di grande qualità e quindi ha bisogno di avere un patrimonio che sia valorizzato al meglio".