Affittopoli a Milano, solo la punta dell'iceberg? La Moratti: "Chiederò trasparenza sui criteri"

La giornalista di<em> Repubblica </em>(compagna del candidato sindaco del Pd), la radical chic Carla Fracci, il poliziotto che indaga su Berlusconi: i moralisti beccati a fare i furbi. <strong><a href="/milano/il_sindaco_vuole_chiarezza_ma_esplode_giallo_palazzi_dimenticati/19-02-2011/articolo-id=507030-page=0-comments=1">Mancherebbero all'appello 150 alloggi</a></strong> scomparsi nel nulla. La Moratti: <strong><a href="/milano/il_sindaco_moratti_chiedero_trasparenza_dui_criteri_assegnazione/trivulzio-affittopoli-albergo-vip-lista-milano-case/19-02-2011/articolo-id=507111-page=0-comments=1" target="_blank">&quot;Chiederò trasparenza&quot;</a> </strong><strong><a href="/web/vid/affittipat.pdf">LEGGI TUTTI I NOMI: SCARICA IL PDF</a></strong>

Succede che un migliaio di cittadini milanesi sono stati pizzicati in appar­tamenti affittati a canone ridicolo. La cosa è diventata pubblica, banal­mente perché quegli appartamenti sono pubblici: appartengono a un ospizio. È la so­­lita storia: una cricchetta di privilegiati si sen­te più ricca perché l’affitto glielo paghiamo noi. Sono di destra e di sinistra. Sono uomini e donne. Sono famosi e sono sconosciuti. C’è di tutto.Certo a scorrere la lista si scorgo­no anche quegli intellettuali à la page , quelli che nei salotti vi spiegano l’arretratezza an­tropologica del centrodestra, e allora un po’ di rabbia monta. Se la prendono con Berlu­sconi perché pagherebbe gli affitti dell’Olget­tina alle sue girls; ma se a pagare i loro affitti sono i contribuenti poco importa. Avere un appartamento di 200 metri quadrati nel cen­tro di Milano alla metà ( se va bene) dei cano­ni di mercato presuppone una serie di reati, la cui lista lasciamo ai mozzaorecchi di casa nostra. Ma per riportare il ragionamento su un terreno di razionalità, occorre fare qual­che considerazione generale. 1.Milano è la punta dell’iceberg. Quella più trasparente. In tutta Italia ci sono centinaia di migliaia di case di proprietà pubblica gestite in modo opaco.Lo scanda­lo non c’è, solo perché nessuno ha il corag­gio di renderlo pubblico. 2.Chi affitta a un tozzo di pane insulta il suo vicino che è costretto a pagare il giu­sto. Ma se la cosa si fermasse qua, tutto som­mato potremmo starci. Il punto fondamen­tale è che questo patrimonio pubblico, se fos­se ceduto o affittato a prezzi di mercato, po­trebbe rendere agli enti proprietari una bella sommetta in più. E per questa via non grava­re sulla fiscalità generale. 3.Occorre affamare la Bestia. Lo Stato pretende da noi un mucchio di quattri­ni in tasse e spende con l’attenzione di un ubriaco. Tutti i Comuni si lamentano dei ta­gli fiscali del governo. Ebbene, invece di pia­gnucolare si industrino a far pagare i giusti affitti ai vippetti locali. Sarebbe più giusto da un punto di vista distributivo e più corret­to dal punto di vista dell’efficienza del mer­cato. Affamare la bestia statale, può spinger­la a darsi una svegliata e a gestire meglio l’immenso patrimonio di cui dispone e che regala ai propri clienti. L’ospizio milanese che ha affidato a cifre ridicole le sue belle case da una parte fa il signore con i vostri soldi, dall’altra piange miseria per avere contributi pubblici. 4.Il motivo per cui è necessario privatizza­re e ancora privatizzare è dunque que­sto. Non tanto per fare cassa, quanto per non indurre in tentazione i nostri amministratori pubblici. Che quando sbagliano, raramente vanno a casa. E se lo fanno, è pagata da noi.