Affittopoli, le penne rosse e gli affitti low cost

Da lady Pisapia a Giovanna Milella, passando per la Aspesi: si dicono indipendenti e rigorose, ma di fronte all’affare... Natalia scriveva: &quot;Le donne non berlusconiane agiscono secondo i loro principi&quot;. Formigoni nomina il commissario: <strong><a href="/interni/formigoni_nomina_commissario_arriva_triaca_manager_sanitario/26-02-2011/articolo-id=508348-page=0-comments=1">arriva Triaca, manager sanitario</a></strong>

Milano - Giornaliste indipendenti e rigorose, con un grande fiuto per gli affari. Hanno la penna affilata, passano per essere dure e pure, anche se quando si tratta di trovare un tetto per sé e per il bimbo appena avuto, in alcuni casi, o avere una casa di rappresentanza con lo sconto, sono disposte ad ammorbidirsi un po’. Cinzia Sasso, inviata di Repubblica abita in un bellissimo appartamento, almeno a giudicare dal servizio fotografico apparso su Oggi dell’11 gennaio, di 119 metri quadri in pieno centro. La casa, di proprietà della «Baggina», la casa di cura dei milanesi, lo trovò nel 1989 grazie all’intermediazione dell’allora sindaco socialista Paolo Pillitteri. Il canone? 9mila euro l’anno, non esattamente il prezzo di mercato.
Giovanna Milella, ex conduttrice Rai di Chi l’ha visto, segretario generale del premio di giornalismo Prix Italia e moglie dell’ex capo dell’inserto Economia del Corriere della Sera Edoardo Segantini, invece, abita in un appartamento dell’ente pubblico di cura alla persona Golgi Redaelli da 175 metri quadri a due passi da piazza Duomo, a 22.905 euro l’anno (più le spese).
Così Natalia Aspesi, firma storica di Repubblica e titolare della rubrica Questioni di cuore sul Venerdì, attenta alle tematiche femminili. Partecipando a un’asta di rilevanza pubblica si è aggiudicata un appartamento, in pieno centro, da 228 mq a circa 50mila euro l’anno di affitto. La casa è la più costosa del patrimonio del Golgi Redaelli, e anche qui, se il canone non è stracciato, un piccolo sconto c’è.

Certo, la Milella e la Aspesi, per trovare casa, hanno partecipato a aste pubbliche dell’ente, versato tre mesi di anticipo e tre mesi di caparra e pagano spese ed eventuali lavori di ristrutturazione. Ma la conduttrice di Chi l’ha visto vanta doti investigative, così il marito, ex capo dell’inserto Economia del Corsera certamente sa fare di conto: l’affare è indubbio. Secondo l’agenzia immobiliare Pirelli Re gli affitti in zona partono da 240 euro al metro: facendo un calcolo sommario per 150 metri quadri di casa Giovanna Milella e consorte dovrebbero pagare almeno 36mila euro l’anno, più le spese.
D’altronde si sa «le donne non berlusconiane sono in grado di scelte differenti, libere di agire secondo i loro principi» scriveva poco tempo fa la Aspesi a proposito della manifestazione della donne «Se non ora, quando?». Ora verrebbe da chiedersi: quali sono questi principi? Forse la firma di Repubblica si riferisce al coraggio dimostrato dalla collega Cinzia Sasso nello scrivere I saccheggiatori. Facevano i politici ma erano dei ladri nel 1992 contro il sistema messo in piedi da Mario Chiesa, allora presidente del Pio Albergo Trivulzio in quella stessa casa che aveva avuto da Chiesa, grazie all’intermediazione del sindaco Pillitteri. Una casa, appunto, in corso di porta Romana, pieno centro, per cui da 22 anni a questa parte paga 9mila euro l’anno. Quella stessa casa mostrata con orgoglio dal suo compagno e candidato sindaco del centrosinistra, Giuliano Pisapia, nel servizio apparso su Oggi.
O, forse, i principi cui fa riferimento Natalia Aspesi fanno riferimento alla coscienza sociale dell’inviata Sasso, che pur consapevole della fame di alloggi che tormenta Milano e del fatto che potrebbe permettersi un appartamento a prezzi di mercato, lasciando quello dell’ente benefico a disposizione di chi ne ha più bisogno, si aggrappa con le unghie al candido divano. «Perché dovrei lasciare la mia casa? - risponde piccata - non capisco perché: io abito in una casa con un regolare contratto, ho sempre pagato negli anni il canone con i relativi aumenti, perché avrei dovuto lasciarla?».