Affoga: salvato dal pompiere

Brutta avventura per un ragazzino albanese di tredici anni che ieri mattina ha rischiato di annegare nelle acque dell’Idroscalo. Stava annaspando in preda al panico, quando un canoista ha sentito le sue grida e si è subito tuffato in acqua per salvarlo. Il tredicenne è stato doppiamente fortunato perché quell’uomo nelle vicinanze - Marco Buda, 43 anni - non è solo un appassionato di canoa e nuoto, ma anche caposquadra dei vigili del fuoco e insegnante di tecniche di soccorso in acqua per i colleghi. Buda stava trascorrendo la sua giornata di riposo al «mare di Milano» dedicandosi al suo hobby preferito, quando, verso le 12.30, ha sentito le invocazioni d’aiuto del giovane albanese. Il pompiere si è buttato in acqua senza esitazioni e con poche bracciate ha raggiunto il ragazzino mettendolo in salvo con una presa di sicurezza: «Mi ha detto che all’improvviso non toccava più con i piedi e non riusciva a stare a galla - racconta Buda -. Purtroppo succede spesso perché il fondale dell’Idroscalo non è sempre costante. Molti perdono contatto con il terreno e non riescono a tornare indietro». Buda non è nuovo a questo tipo di imprese: «Ricordo che quest’inverno con la mia squadra abbiamo salvato tre bambini che erano caduti in un lago ghiacciato. Li abbiamo presi per un pelo, prima che sopraggiungesse l’ipotermia». Il salvatore e il ragazzo, ormai al sicuro, hanno atteso che sopraggiungesse il gommone della squadra di soccorso della polizia locale, arrivato dopo pochi istanti. Il ragazzino è stato subito accompagnato in infermeria e si è ripreso dopo pochi minuti.