Affondo contro l’avversario ombra

RomaCi mancava solo la sconfitta della Ferrari. Tra tanti guai, questo alla Lega sembra imperdonabile. E arriva a chiedere le dimissioni di Luca Cordero di Montezemolo.
Il primo ad attaccare, appena finita la gara, è Roberto Castelli: Alonso era nelle condizioni ideali per conquistare il Mondiale, ma la «gestione dilettantesca» del presidente ai box di Abu Dhabi ha portato alla dèbacle. Deve pagare per questa «strategia demenziale», alza il tiro Roberto Calderoli: «Ci ha fatto vergognare di essere tifosi della Rossa. Entro sera ci aspettiamo le sue dimissioni. Se ne vada subito da Maranello, evitando ulteriori danni».
Chi è con Montezemolo al Circuito di Yas Marina lo descrive incredulo. Se era «giù di morale» per la brutta prova della Ferrari, a farglielo precipitare sotto le scarpe ci pensano i leghisti. È evidente che la loro non è solo delusione di tifosi, dietro c’è una polemica che si trascina da fine settembre.
Allora, l’ex presidente della Confindustria (attraverso il sito dell’associazione Italiafutura) disse che il governo Berlusconi aveva fatto «molto poco, per lo più chiacchiere» e che Bossi «è molto abile a lanciare proclami e provocazioni», ma la sua Padania resta «immaginaria».
Così si spiega le frase del ministro per la Semplificazione normativa: «Al posto di fare il grillo parlante della politica senza beccarne mai una - dice Calderoli- dovrebbe cercare di imparare dagli altri come si fa a gestire una vittoria nel Mondiale». E il viceministro alle Infrastrutture Castelli aggiunge: «Se dovessi usare nei confronti della Ferrari e di Montezemolo lo stesso metro di giudizio che egli usa nei confronti del nostro governo, dovrei dire che Alonso ha perso il Mondiale a causa della gestione dilettantesca della corsa con il dottor Montezemolo ai box».
Il presidente della Ferrari non risponde direttamente alle stoccate. Ricorda il grande lavoro fatto dal team e afferma: «C’è una grande Italia, che combatte e non molla nulla fino alla fine, spesso vince ma talvolta perde, ma non si arrende. Ci sono invece piccole persone che fanno sistematicamente il tifo contro il Paese e i suoi simboli. Per fortuna sono una minoranza». L’allusione ai leghisti è appena velata e conferma che lo scontro ha basi diverse da quelle sportive.
Risale all’attacco alla Lega del 27 settembre. Il Carroccio allora replicò che Montezemolo si preparava ad entrare in politica. E ora che di lui si parla sempre più spesso nei futuri scenari politici, il tema è più che mai d’attualità.
Definendolo «arrogante», il leghista Matteo Salvini dice: «Se Montezemolo avrà in politica la stessa fortuna che ha avuto in Formula Uno, povera Italia!». È «un attacco strumentale», ribatte il Pd Enrico Farinone. «Si dimetta piuttosto Calderoli», esorta l’Udc Maurizio Ronconi. «Ma loro le dimissioni non le danno mai», chiosa il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti.