Affreschi e saloni: rinasce un altro tesoro della Superba

Atena, o forse è Fortezza, è custode del portale su Salita San Francesco: varcarlo significa riconquistare un brano fondamentale della storia culturale e civile di quella che a volte dimentichiamo essere la Superba. Pochi passi ed ecco il cortile: colonne di ordine tuscanico, cupolette e voltine inebriano lo sguardo che oltre, nel Salone del Piano Nobile affrescato da Luca Cambiaso, si sorprende smarrito. Siamo nel cuore di Palazzo Grimaldi della Meridiana, che domina l'omonima piazza così chiamata in virtù dell'orologio solare presente sulla facciata di questa straordinaria dimora. Episodio che si inserisce cronologicamente tra la Villa del Principe e la parabola di Galeazzo Alessi - di cui nel 2012 ricorre il cinquecentenario - e, a livello tipologico, tra il palazzo cittadino e la rêverie della villa, con giardini a monte e a valle. Destinato a essere raccordo tra Strada Nuova e Nuovissima e teatro di un «passaggio delle consegne» tra il «romano», per linguaggio raffaellesco, Giovan Battista Castello il Bergamasco e colui che darà il la alla grande tradizione decorativa genovese, Luca Cambiaso. I suoi affreschi così come le opere dei fratelli Calvi, gli stucchi, gli interventi di Coppedé nel '900, tutto, in sintesi, è tornato oggi allo splendore con un restauro conservativo iniziato nel 2006. Ancora qualche lavoro prima di chiudere il cantiere nell'estate 2011, ma intanto eccolo, questo palazzo iscritto nel sistema dei Rolli, in tutta la sua magnificenza. A guidare l'impresa il gruppo Viziano, che ha acquisito la proprietà nel 2004 - anno in cui l'Ingegnere era al timone di Genova Capitale della Cultura - dalla famiglia Mongiardino. Sede dell'impero Mackenzie e poi affittato al Comune, il palazzo versava in pessime condizioni, nonostante il restauro della facciata nel 2004. Viziano, che «esprime la Genova delle famiglie, degli imprenditori: una Genova grande» - come afferma Giuseppe Benelli durante la presentazione del volume, di alto valore scientifico, curato da Gianni Bozzo, Lauro Magnani e Giorgio Rossini dedicato al palazzo - ha gestito il restauro in sinergia con la Soprintendenza, investendo 11 milioni di euro. Il frutto di questo impegno è oggi sotto gli occhi di tutti: alla parte privata fa contrappunto, con percorsi differenziati, il piano nobile destinato a ospitare mostre ed eventi - con due direttori artistici d'eccezione: Giuseppe Marcenaro e Piero Boragina - ma anche meeting e ricevimenti. I battenti si aprono al pubblico dal 5 dicembre (ore 10-18) ogni prima domenica del mese con visite guidate (7 euro) che condurranno a riscoprire un altro, altissimo, capitolo del «Siglo de los Genoveses».