Per affrontare «Avatar» il cinema italiano schiera un Virzì autobigrafico

Il regista livornese arriva venerdì nelle sale con<BR> «La prima cosa bella». Sentimenti contro effetti<BR> speciali, dicono molti critici ma il film di<BR> Cameron campione d'incassi, che arriva in Italia<BR> lo stesso giorno, non è solo una favola<BR> tridimensionale. C'è anche «A single man»

A 96 ore dall'ora X, ovvero l'uscita in sala venerdì di «Avatar», su giornali e tv non si parla altro che di questo film di James Cameron. Battage migliore non poteva avere questo kolossal dei record, vinti e da vincere, e su cui è stato detto tutto. Alla fine poi, il film in 3d più costoso della storia del cinema, si prende un non piccolo vantaggio nel nostro Paese; quello di non avere l'ostacolo di alcun divieto (negli States ha ricevuto quello ai 13 anni).
Ormai quasi estinta l'ombra lunga dei film di Natale (tranne il caso Verdone), venerdì 15 gennaio il mondo New Age in 3d di Pandora raccontato da Cameron dovrà così vedersela, tra gli altri, con l'ultimo lavoro Paolo Virzi, quello meno politico e più autobiografico, dal titolo «La prima cosa bella».
Uno scontro tra due modi di fare cinema che più diversi non potrebbero essere. E se qualcuno ha definito con puntualità Avatar «tecnologia applicata alle emozioni», nel caso dell'ultimo lavoro del regista livornese dovrebbero essere «emozioni e basta» (e con queste il 3D non fa certo la differenza).
Insomma toccherà a quello che si annuncia un gran bel film di Virzì (così dicono i pochi fortunati che l'hanno già visto) distribuito in 400 copie da Medusa affrontare il colosso che, proprio oggi si è saputo, ha aggiunto altre 100 copie alle 800 già previste dalla Fox.
Ma il regista di «Ovosodo» non sarà solo. Carlo Verdone, primo nettamente al box office con «Io, loro e Lara», darà il suo contributo con questa commedia con protagonista un sacerdote che in soli sei giorni ha superato gli otto milioni, almeno secondo i dati Cinetel.
Nel frattempo «Avatar» non sta a guardare e continua a volare negli Usa e nel resto del mondo. Oggi il suo incasso complessivo si è attestato a ben un miliardo e 331 milioni di dollari: il che vale a dire ha superato di più di tre volte il suo costo di 400mln di dollari. Ormai insomma quella che molto probabilmente diventerà una saga, guarda da vicino a quei 1,842,879,955 miliardi di dollari di «Titanic» che sono l'obiettivo ultimo da superare. Ma i record per «Avatar» non finiscono qui. In testa negli Usa per il quarto week-end di seguito (non succedeva da molto tempo) ha ottenuto negli ultimi tre giorni del fine settimana ben 48,5 mln di dollari. Si tratta in questo caso del più alto incasso di sempre per un film al quarto fine settimana (una cosa che vale ovviamente anche per «Titanic» che avrebbe incassato oggi, attualizzando il valore del dollaro, 45 milioni).
Infine, sempre venerdì 15 settembre in sala anche un film privo di tecnologia, ma ricco al contrario del fascino della moda. Si tratta di «A single man», fulminante esordio dello stilista Tom Ford, ambientato a Los Angeles nel '62, con un Colin Firth da Oscar che interpreta un professore universitario omosessuale che cerca di dare un senso alla propria vita dopo la perdita dell'amato compagno.