Affumicano pesce e raccolgono alghe: donne protagoniste a «Slow fish»

Affumicatrici di pesce di Chokomey, nel sud ovest del Ghana; trasformatrici e venditrici di pesce del Senegal e della Thailandia; raccoglitrici di alghe del Cile; lavoratrici di bottarga in Mauritania e di cozze in Marocco. Sono le donne che saranno presenti a Slow Fish, che si terrà alla Fiera di Genova dal 4 al 7 maggio, manifestazione internazionale totalmente dedicata al mondo ittico e alle sue problematiche organizzata da Slow Food e Regione Liguria.
Tra le comunità che parteciperanno vi sono quelle formate da donne, depositarie di tecniche e saperi antichi, di metodi di pesca o di lavorazione del pesce che non possono garantire i quantitativi catturati dai grandi pescherecci o prodotti dall'industria conserviera, ma che sanno rispettare gli ecosistemi costieri e la stagionalità del pescato. L'importantanza del ruolo delle donne nel settore ittico viene sottolineata anche dal rapporto Fao 2006 sullo Stato della pesca e dell'acquacoltura nel mondo. «Milioni di donne nel mondo, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo - è scritto nel rapporto -, operano nella pesca. Spesso il loro lavoro consiste nel fare o riparare reti, ceste, contenitori per la conservazione e ami, oppure impegnate nella raccolta di bivalvi, molluschi, perle, alghe o nel posizionamento delle reti. Tuttavia, il maggior numero di donne impiegate nel settore ittico partecipa al processo di lavorazione e vendita del pesce, e in molti Paesi si registra un forte incremento dell'imprenditoria femminile in questo campo». Dal Ghana, regione del Greater Accra, arriveranno le affumicatrici di pesce di Chokomey, un piccolo villaggio di mille pescatori circondato dal fiume Densu. La comunità fa parte della Developemnt Action Association, federazione di associazioni composta per il 98% da donne, che opera per assicurare la giusta remunerazione alle lavoratrici ed affrontare i problemi legati alla sicurezza del cibo.