Afghanistan, 12 civili uccisi. L'Isaf: un errore

Due razzi sparati da militari della coalizione
internazionale nella provincia meridionale di Helmand hanno ucciso per
errore 12 civili. Il comandante dell'Isaf McChrystal, ha presentato le condoglianze al presidente della repubblica Hamid Karzai. Video dei giornalisti francesi rapiti

Kabul - Due razzi sparati in Afghanistan da militari della coalizione internazionale nella provincia meridionale di Helmand hanno ucciso per errore 12 civili. Lo rende noto a Kabul la Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf). I due razzi, si precisa in un comunicato, erano diretti contro postazioni di talebani che sparavano sulle forze militari congiunte afghane ed internazionali, ma "hanno raggiunto il suolo a 300 metri dall'obiettivo prefissato". Per questo, si dice infine, "sono stati uccisi 12 civili nel distretto di Nad Ali". Il comandante dell'Isafa, generale Stanley McChrystal, ha presentato le condoglianze al presidente della repubblica Hamid Karzai. Karzai ha diffuso un comunicato in cui si dice "rattristato per l'incidente" occorso in Helmand. Il capo dello Stato ha chiesto che sulla vicenda venga avviata un'inchiesta che faccia piena luce su cause e reponsabilità di quanto accaduto. Alla vigilia dell'avvio dell'Operazione Mushtarak (Insieme), Karzai aveva raccomandato alle forze congiunte afghane e internazionali di agire facendo la massima attenzione all'incolumità dei civili.

Video dei giornalisti francesi rapiti I due giornalisti francesi rapiti in Afghanistan hanno lanciato un appello al governo francese affinché acceleri i negoziati per la loro liberazione, in un video diffuso oggi dai Talebani. I due giornalisti erano stati rapiti insieme ad un autista ed ad un interprete afghani nella provincia di Kapisa il 30 dicembre, mentre lavoravano ad una storia per la rete France 3. Uno degli afghani era stato poi liberato. France 3 ha chiesto di non diffondere i nomi dei due colleghi ed anche oggi il ministero degli esteri francese ha fatto appello alla discrezione e al senso di responsabilità di tutti. I due nel video affermano di non essere tenuti al corrente dei progressi dei negoziati, ma di essere trattati bene. "Sentiamo il peso dei giorni e delle settimane che passano", ha detto uno di loro, mentre l'altro ha detto di essere nelle mani di "un gruppo di talebani". "Siamo stati prigionieri per tre settimane e vogliamo che il governo francese negozi con queste persone per giungere alla nostra liberazione prima possibile", ha aggiunto.