Afghanistan, annuncio dei talebani: "Rapito giornalista di Repubblica"

I guerriglieri hanno comunicato che Daniele Mastrogiacomo, inviato di guerra del quotidiano romano, è nelle loro mani: &quot;L'abbiamo arrestato, è una spia&quot;. Il reporter aveva comunicato ai colleghi di essere diretto per un servizio nella provincia meridionale dell'Helmand (<strong><a href="/web/img/mappa5.JPG" target="_blank">mappa</a></strong>), ultimo contatto domenica sera. Il figlio: &quot;<strong><a href="/a.pic1?ID=161925" target="_blank">Non era preoccupato</a></strong>&quot;

Kabul - Forte apprensione per un giornalista di Repubblica di cui non si hanno più notizie da ieri sera. Fonti del quotidiano riferiscono che l'inviato Daniele Mastrogiacomo ha parlato con il giornale l'ultima volta ieri sera, e non domenica come riferito in precedenza da alcune agenzie. Mastrogiacomo ha comunicato ai colleghi di essere diretto per un servizio nella provincia meridionale dell'Helmand dove era possibile, ha precisato, che le comunicazioni si sarebbero interrotte anche per un giorno o due.

Equivoco sulla nazionalità I talebani hanno annunciato di avere fermato ieri un giornalista che lavora per il quotidiano italiano La Repubblica. Il portavoce degli ex studenti di teologia coranica, Youssuf Ahmadi, ha riferito che i suoi hanno "arrestato" ieri un britannico "che lavora per il giornale italiano La Repubblica". Proprio oggi si è avuta la notizia che l'inviato del quotidiano Daniele Mastrogiacomo non ha più dato notizie di sé da domenica sera. È possibile dunque che i talebani abbiano confuso la nazionalità del reporter, bloccato con un interprete e una guida a Nad Ali, nella provincia meridionale di Helmand. Secondo fonti di Repubblica, la confusione potrebbe essere generata dal fatto che il suo inviato Daniele Mastrogiacomo è nato a Karachi, in Pakistan. I tre "ci hanno detto di essere giornalisti, ma noi pensiamo che siano spie", ha spiegato Ahmadi.

Rapimento "Le massime autorità talebane" decideranno cosa fare degli ostaggi, ha aggiunto Qari Yousef Ahmadi, che ha identificato i due afgani con i nomi di Sayed Agha e Ajmal. Nell'Helmand è scattata proprio in queste ore una maxi-operazione dell'Isaf-Nato contro la guerriglia talebana. Un altro portavoce talebano citato dall'edizione online della Bbc, ha confermato che i tre uomini sarebbero tenuti in ostaggio in una base talebana nella località di Nad Ali, perché accusati di spionaggio. Secondo la stessa fonte, i guerriglieri avrebbero sequestrato anche l'auto, i satellitari e le camere fotografiche degli ostaggi che sarebbero tenuti sotto custodia di un comandante regionale talebano, il mullah Dadullah. I due afgani rapiti lavorano entrambi come producer e traduttori di giornalisti occidentali. I talebani avevano inizialmente identificato l'ostaggio britannico come John Nichol, ma questo nome non ha ricevuto alcuna conferma.

I due afghani I nomi dei due afghani fermati dai talebani insieme a un giornalista britannico nell'Helmand, Ajmal e Sayed Agha, coinciderebbero con quelli degli interpreti che in questi giorni lavoravano con Daniele Mastrogiacomo. Lo hanno riferito fonti di Repubblica, secondo cui è sempre più realistica l'ipotesi che Mastrogiacomo sia stato "arrestato" insieme ai suoi due accompagnatori afghani, mentre entrava in una zona della provincia meridionale afgana dell'Helmand sotto controllo dei guerriglieri del mullah Omar.

I colleghi italiani Dovevano partire insieme, Francesco Battistini del Corriere della Sera e Daniele Mastrogiacomo, inviato de La Repubblica, probabilmente sequestrato in Afghanistan. Dovevano lasciare Kandahar e spostarsi al Sud del Paese infiammato dalla rivolta talebana. Lo racconta lo stesso Battistini in una corrispondenza dell'ultima ora. "Di Daniele - dice - non si hanno più notizie da domenica sera. L'ultimo contatto è stato con una telefonata al suo giornale quando ha trasmesso un servizio dalla roccaforte afghana, ormai in mano quasi completamente ai Talebani nel Sud; da allora non si ha alcuna informazione". Battistini racconta ancora che "avevamo un accordo: ci saremmo dovuti sentire assieme al collega di Panorama per spostarci da Kandahar domani e andare a coprire alcune zone della rivolta talebana nel sud. Abbiamo cercato di contattarlo ieri più volte, sia sul satellitare che sul cellulare, lo stesso abbiamo fatto con il telefonino del suo interprete, ma i telefoni sono muti, per tutta la giornata di lunedì e anche oggi. L'allarme è scattato fin dalla mattina. All'inizio si pensava che l'arrestato fosse un giornalista inglese, almeno così avevano detto i Talebani, poi i sospetti e il timore che si tratti proprio di Mastrogiacomo". 

Farnesina La Farnesina, in stretto contatto con le altre autorità interessate, "sta attivando tutti i canali per accertare l'accaduto e rintracciare Mastrogiacomo" e l'Unità di Crisi del ministero "è impegnata 24 ore su 24 allo scopo di raggiungere con urgenza i risultati che tutti ci auspichiamo". Lo ha detto nell'aula della Camera il vice ministro degli Esteri Ugo Intini, nell'informativa del governo sul caso dell'inviato di Repubblica "arrestato" dai talebani nella provincia meridionale di Kandahar. "Di più non possiamo dire - ha aggiunto Intini -. La questione d'altra parte richiede di fare piuttosto che di dire".

Napolitano Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano segue "costantemente e con viva preoccupazione", attraverso l'Unita di Crisi del Ministero degli Esteri, la vicenda del sequestro del giornalista Daniele Mastrogiacomo scomparso domenica scorsa.