Afghanistan, un appello di Karzai Ma il mullah Omar rifiuta e minaccia

Il presidente offre al leader degli estremisti "protezione dalle truppe internazionali" purché torni a stabilizzare la situazione in patria. Ma il capo dei talebani risponde attaccando Usa e Occidente: "Andatevene o finirete come i russi"

Kabul - Appello di Karzai al mullah Omar. Il presidente afghano ha lanciato un appello al leader dei talebani a "fare ritorno in patria" e si è impegnato personalmente a proteggerlo dalle truppe internazionali, pur di mettere fine al conflitto in Afghanistan. Intervenendo dal palazzo presidenziale, in occasione dei tradizionali auguri al popolo afgano per l’Eid el Fitr - la grande festività musulmana che segna la fine del Ramadan - il capo dello Stato ha riferito di avere inviato al mullah Omar un messaggio invitandolo a "fare ritorno in patria e a lavorare per la felicità del popolo" afghano. Karzai ha detto anche di avere promesso al leader dei talebani di farsi garante della sua incolumità al cospetto della coalizione internazionale, in caso di un suo ritorno in Afghanistan.

Aiuti internazionali Il capo dello Stato di Kabul ha tenuto quindi a sottolineare che il suo governo è fortemente impegnato nel tentativo di convincere i militanti islamici ad abbandonare le armi e a unirsi ai governativi. Karzai in questa occasione ha fatto sapere di aver chiesto una mediazione del re saudita Abdullah per negoziati di pace con i talebani. "Negli ultimi due anni, ho mandato lettere al re dell’Arabia Saudita. Gli ho detto che ci dovrebbe aiutare per la sicurezza e la prosperità dell’Afghanistan" ha spiegato Karzai precisando che, al momento, i negoziati non sono iniziati ma che funzionari afghani si sono già recati in Arabia Saudita e anche in Pakistan nella speranza di trovare alleati a questa causa.

Un secco no Ma nel giorno in cui il presidente Karzai ha teso pubblicamente la mano al mullah Omar, il leader dei talebani ha diffuso un messaggio online infuocato contro le forze di sicurezza afghane. Il capo degli "Studenti del Corano" ha definito ladri, contrabbandieri e criminali indegni della fiducia del popolo, sia l’esercito che le forze di polizia di Kabul. Nel messaggio, anch’esso inviato in occasione dell’Eid el Fitr, il mullah Omar non ha fatto alcun cenno alla richiesta di un negoziato di pace di Karzai. Il capo supremo dei talebani si è invece rivolto direttamente alle truppe straniere presenti sul suolo afgano asserendo che è pronto a garantirne la sicurezza nel caso di un loro ritiro dall’Afghanistan. "Io dico agli invasori: se lasciate il nostro Paese, noi garantiremo la vostra sicurezza. Ma se persistete, sarete sconfitti come i russi lo sono stati prima di voi".

Mullah Omar Latitante dal 2001, il mullah Omar è il leader dei Talebani che hanno guidato l’Afghanistan dal 1996 a fine 2001 facendovi applicare la legge islamica più radicale. I talebani hanno lanciato una sanguinosa insurrezione da quando sono stati cacciati dal potere nel 2001 da una coalizione internazionale a guida Usa. Le violenze sono raddoppiate di intensità da circa due anni nonostante la presenza di 70mila soldati di due forze multinazionali, quella della Nato, e quella sotto comando americano (Operation Enduring Freedom).