Afghanistan, atti osceni con un teschio I soldati tedeschi finiscono nella bufera

Foto choc sulla «Bild Zeitung». I resti presi in una tomba di militari sovietici caduti durante l’invasione

Salvo Mazzolini

da Berlino

Non è uno scandalo paragonabile alle torture che i soldati americani praticavano sui prigionieri iracheni nel carcere di Abu Ghraib, ma le foto dei soldati tedeschi in Afghanistan che ostentano allegramente teschi e ossa rischiano di avere un effetto altrettanto devastante. Non solo per l'immagine della Bundeswehr, ma soprattutto per le possibili reazioni degli afgani per i quali la profanazione dei defunti è un delitto imperdonabile.
Tanto che alcuni esperti di cose afgane consigliano la cancelliera Angela Merkel di non limitarsi a parole di condanna ma di scusarsi al più presto con la popolazione afgana senza attendere i risultati delle inchieste avviate da magistratura e vertici militari. Altrimenti c'è il pericolo che nel mondo musulmano si ripeta l'ondata di sdegno che esplose dopo le vignette danesi su Maometto.
Le foto, cinque, sono apparse sul Bild Zeitung, il più diffuso quotidiano tedesco. La più scioccante è quella dove si vede un soldato che appoggia un teschio sul suo organo sessuale. Ma anche le altre non scherzano per la loro carica dissacrante. In una quattro soldati in tuta mimetica sono ritratti su una jeep con la bandiera tedesca e la scritta Isaf (sigla della Forza internazionale di assistenza alla sicurezza) mentre giocherellano con il teschio. Nelle altre i soldati si lasciano fotografare mentre esibiscono compiaciuti il cranio o lo issano su una barra del veicolo come un trofeo.
Secondo il Bild Zeitung, le foto risalgono al 2003 e sarebbero state prese durante un pattugliamento in una zona ad una ventina di chilometri a sud di Kabul. Sempre secondo il giornale, i resti esibiti potrebbero provenire da un cimitero riservato agli afgani o da una fossa comune dove sono stati sepolti soldati dell'Armata Rossa uccisi durante l'occupazione sovietica. Ma siano di un russo o di un afgano poco importa perché in entrambi i casi si tratta di una profanazione inaccettabile. «Immagini scioccanti e disgustose», le ha definite Angela Merkel. «È un comportamento che non può essere assolutamente tollerato», è stato il commento del ministro della Difesa Franz Joseph Jung, che ha promesso entro tempi rapidi misure disciplinari severissime.
Già ieri sera sono stati identificati e interrogati dalla magistratura due dei quattro soldati sotto accusa. Entrambi appartengono a un battaglione bavarese di alpini. Lo sdegno di governo e partiti è unanime e nasconde la preoccupazione per gli effetti scatenanti dello scandalo. In Afghanistan, oltre a 2730 soldati tedeschi, ci sono varie centinaia di civili tedeschi attivi nelle organizzazioni non governative impegnate in missioni umanitarie e forte è ora il timore che possano diventare bersaglio di rappresaglie anche perché i civili non hanno nessuna protezione militare.
Il ministro della Difesa ha ricordato che quattro soldati non possono essere considerati rappresentativi dell’intero esercito. Ma non tutti concordano. Lo scandalo delle foto non sarebbe il primo. Proprio ieri è stata avviata un'inchiesta sul caso Krunaz, un turco con passaporto tedesco arrestato in Afghanistan dove sarebbe stato torturato da militari della Bundeswehr. Inoltre molti commentatori accusano il ministero della Difesa di non aver ben selezionato il personale inviato in Afghanistan. «Nelle nostre missioni all'estero - dichiara Michael Wolffsoh, storico e commentatore politico - sono stati arruolati troppi Rambo in uniforme».