Afghanistan, così funziona l'appoggio aereo

Le nazioni che mettono a disposizione i contingenti più grossi e che combattono nelle aree più pericolose del
paese hanno aerei da combattimento muniti di bombe per garantire una difesa migliore dei loro soldati

Delle 47 nazioni che contribuiscono alla missione Isaf in Afghanistan, per un totale di 119.819 uomini (fonte Nato del 6 agosto), la maggioranza non dispone del cosiddetto "appoggio aereo" per gli uomini dispiegati sul terreno. Ma le nazioni che mettono a disposizione i contingenti più grossi e che combattono nelle aree più pericolose del paese hanno aerei da combattimento muniti di bombe per garantire una difesa migliore dei loro soldati. Alcuni paesi che aderiscono all’Isaf applicano inoltre le Roe (Rules of Engagement) che consentono di attaccare preventivamente i talebani (nelle foto: due aerei americani).

La presenza di aeroplani da combattimento, il loro armamento e le condizioni in cui possono usarlo, sono, ovviamente, informazioni riservate ed è quindi difficile fare un quadro completo della situazione sul terreno di operazioni. Quello che si sa è che Italia, Germania, Spagna e altri paesi non consentono ai propri contingenti di condurre azioni prettamente offensive.

Gli Usa, che mettono in campo 78.430 uomini, dispongono ovviamente di cacciabombardieri, così come la Gran Bretagna che con 9.500 uomini è il secondo contingente più numeroso dell’Isaf. A usare l’appoggio di aerei con bombe e altri tipi di armi è poi il Canada (2.830 soldati) che a fianco di americani e inglesi combatte al sud, a Kandahar e Helmand, le roccaforti dei talebani e degli insorti. Tra i contingenti più numerosi, l’Italia, che schiera 3.400 militari ed è "nazione guida" in quanto ha la responsabilità del comando regionale ovest (Herat), ha scelto di non armare con bombe i propri cacciabombardieri. La decisione su come difendere le proprie truppe è contenuta nei caveat nazionali, che sono i limiti imposti dalla politica all’utilizzo dei contingenti militari. Le regole d’ingaggio definiscono invece in quali condizioni e con quali modalità i soldati possano aprire il fuoco contro i talebani.