Afghanistan, domani rientra la salma di Miotto Il padre: "Ora mi dicano come è morto Matteo"

La salma del caporal maggiore ucciso ieri da un cecchino in Afghanistan sarà trasferita domani
in Italia: per le 10 l'arrivo a Ciampino. I funerali solenni
si celebreranno lunedì nella capitale. In una lettera Miotto scriveva: <a href="/esteri/lalpino_ucciso_lettera_ogni_metro_puo_essere_lultimo/31-12-2010/articolo-id=497030-page=0-comments=1"><strong>&quot;Ogni metro può essere l'ultimo&quot;</strong></a>

Roma - La salma del caporal maggiore Matteo Miotto, il militare del Settimo Reggimento alpini di Belluno ucciso ieri da un cecchino in Afghanistan, sarà trasferita domani in Italia. L’aereo che trasporterà il feretro è atteso per le ore 10 all’aeroporto militare di Ciampino, a Roma. I funerali solenni si celebreranno lunedì nella capitale. Al termine della cerimonia funebre, la salma sarà trasferita a Thiene, città di origine del militare, dove sarà allestita la camera ardente e sarà celebrato un rito funebre privato.

La camera ardente per Miotto Sarà allestita nella sala consiliare del comune di Thiene la camera ardente di Matteo Miotto, l’alpino morto ieri in Afghanistan. Il sindaco Maria Rita Busetti precisa che la camera ardente sarà aperta lunedì pomeriggio, dopo l’arrivo della salma da Roma dove, in mattinata, si terranno i funerali solenni. La Camera ardente resterà aperta sino a martedì mattina quando sarà trasportata in Duomo a Thiene per i funerali fissati alle 10.30. Poi la salma sarà tumulata nel cimitero di Thiene. Sia la Busetti che il sindaco di Zanè, Alberto Busin, saranno presenti ai funerali di Stato a Roma con i gonfaloni dei due comuni.

Il padre: "Voglio sapere come è morto" "E' legittimo chiedere come è morto un figlio". È la richiesta di verità espressa da Francesco Miotto, 63 anni, il papà del caporal maggiore degli Alpini ucciso ieri in Afghanistan. "Ieri mi hanno chiamato i suoi comandanti dall’Afghanistan - spiega - dicendo che era stato colpito ad una spalla, poi adesso si parla di un colpo che l’avrebbe raggiunto al fianco. I dubbi, come si vede, non li ho avanzati io, ci sono delle versioni che non sono concordanti". "Non voglio alzare polemiche - precisa Francesco Miotto - e posso capire che nei momenti concitati di un fatto come questo ci siano delle versioni discordanti. Ma noi famigliari vogliamo capire cosa è successo. L’esame autoptico lo faranno per questo".