Afghanistan: elicotteri d'assalto, corazzati e mezzi blindati per l'esercito italiano

Il governo rafforza il contingente: 5 elicotteri Mangusta, 8 corazzati Dardo, 10 blindati Lince e 145 uomini in più. L'annuncio del ministro Parisi a Palazzo Madama. <a href="/a.pic1?ID=178148"><strong>I mezzi</strong></a>

Roma - Per ampliare capacità di muoversi e operare in sicurezza del contingente italiano saranno inviati in Afghanistan cinque elicotteri Mangusta, 8 corazzati Dardo e 10 blindati Lince. Lo ha detto il ministro della Difesa, Arturo Parisi, nella sua informativa alle commissioni riunite Difesa ed Esteri del Senato. Per rendere operativi i nuovi mezzi in dotazione al contingente italiano verranno inviati anche 145 militari. "È emersa l’esigenza - ha spiegato Parisi - di dotare il nostro contingente di mezzi che potessero ampliare la capacità di muoversi e operare in sicurezza, grazie ad una combinazione di elevata velocità di reazione, elevata mobilità in ogni contesto orografico, elevata protezione, ampia disponibilità di sensori di sorveglianza e di identificazione, anche a larga distanza". I nuovi mezzi poi, ha proseguito, "dovevano incrementare la sicurezza operativa grazie al loro effetto di deterrenza. Sulla base di questi criteri sono stati individuati i nuovi equipaggiamenti".

Le caratteristiche dei mezzi I Mangusta, ha osservato il ministro, «"ono mezzi agili e ben protetti, dotati di sistema di osservazione ogni tempo, che permetteranno di scortare gli elicotteri da trasporto già presenti in teatro, nonchè di esplorare il terreno in cui operano le nostre pattuglie a terra". I corazzati Dardo, ha continuato, "sono dotati di una valida combinazione di mobilità e protezione. In assenza di strade, i Dardo permetteranno ai nostri uomini di muoversi con adeguata protezione anche fuori strada e sui percorsi più impervi". I Lince infine, ha concluso, "sono caratterizzati da una specifica protezione antimina e aumenteranno la sicurezza delle pattuglie su rotabili. Nel passato questi mezzi hanno dimostrato capacità di resistere ad ordigni improvvisati".

Il costo È pari a 25,9 milioni di euro il costo dei rinforzi che verranno inviati in Afghanistan. "La spesa preventivata per lo schieramento dei nuovi mezzi - ha detto Parisi - è quantificata in 25,9 milioni di euro, di cui 7,2 milioni una tantum per le predisposizioni, i trasporti e le infrastrutture logistiche in teatro, e 18,7 milioni di costi ricorrenti, per un periodo di circa 7 mesi, fino al 31 dicembre 2007. La relativa copertura finanziaria - ha proseguito - d’intesa con la presidenza del Consiglio e con il ministero dell’Economia e delle Finanze, verrà apprestata in sede di adozione del disegno di legge di assestamento del bilancio per l’anno 2007".

L'obiettivo della missione Le decisioni assunte sull’invio di rinforzi per il contingente militare in Afghanistan "non alterano in alcun modo né la natura della partecipazione alla missione Isaf né, tanto meno, le finalità ultime della nostra presenza". Ha precisato Parisi. Quindi il ministro ha detto che in termini di sicurezza, la regione Ovest in cui è impegnato il contingente italiano "nel suo complesso non appartiene a quelle ritenute più instabili". Ma gli ultimi episodi "dimostrano tuttavia da soli che esistono comunque anche in essa elementi di rischio, associati ad attività di una pluralità di soggetti animati da motivazioni sia politiche che prettamente criminali". Inoltre, ha spiegato Parisi, "si è registrato un preoccupante aumento nell’impiego di ordigni esplosivi improvvisati, fatti detonare al passaggio delle pattuglie delle forze di sicurezza afgane e di quelle di Isaf". E questo è proprio "uno dei fattori che ha indotto all’implementazione di nuove misure di protezione".