In Afghanistan fuoco dagli elicotteri italiani

Gli elicotteri d’attacco italiani in Afghanistan, dispiegati a Herat, non solo hanno partecipato ad una missione di guerra, come ha riportato l’altro giorno il Giornale, ma hanno utilizzato le armi di bordo per disperdere i talebani che minacciava una nostra pattuglia in ricognizione. Non è la prima volta, perché un paio di Mangusta sono intervenuti il 10 agosto per tirare fuori dai guai un reparto spagnolo e unità afghane finite in un’imboscata. Lo scontro a fuoco di tre giorni fa, durato fra i venti minuti e mezz’ora, è scoppiato nella stessa zona del precedente attacco agli italiani del 30 luglio.
Una trentina di uomini del contingente di stanza a Herat in sette veicoli Lince, i nuovi mezzi di trasporto con maggiore blindatura, sono stati attaccati da circa 25 elementi ostili. I talebani, o banditi legati ai narcotrafficanti che fiancheggiano come mercenari la guerriglia, hanno aperto il fuoco con kalashnikov e lanciarazzi Rpg di fabbricazione russa.
La località dove è avvenuto lo scontro a fuoco si chiama Daulat Abad, in una delle zone più ostiche sotto controllo italiano. L’area si trova nella provincia di Farah, quella più a sud del settore di competenza italiano e la minaccia riguarda la strada da Kandahar, ex capitale spirituale dei talebani, fino ad Herat. Tre giorni fa alle 18 e 30, ora locale, i militari italiani hanno subito risposto al fuoco e per fortuna nessuno è rimasto ferito. Con un’operazione coordinata dal generale degli alpini Fausto Macor, dal quartier generale ovest di Herat, si sono alzati in volo degli elicotteri Mangusta «a supporto delle operazioni di disimpegno» si leggeva nel comunicato ufficiale.
In realtà i Mangusta hanno sparato, probabilmente con i cannoni rotanti da 20 millimetri, per disperdere i talebani. Da Herat si limitano a «non confermare né smentire» l’utilizzo delle armi di bordo. Il problema è che il ministro della Difesa, Arturo Parisi, ha ordinato di mantenere il più possibile segreti i dettagli delle operazioni dei cinque elicotteri d’attacco Mangusta dell’aviazione dell’esercito appartenenti al 5° reggimento Rigel e dispiegati ad Herat. Il motivo non è militare, ma politico. Il governo Prodi teme la reazione della sinistra radicale.
In realtà gli elicotteri d’attacco avevano già aperto il fuoco il 10 agosto volando in soccorso a un reparto spagnolo, sotto comando italiano, nella provincia di Baghdis. Gli spagnoli erano finiti in un’imboscata dei talebani assieme a unità afghane che hanno perso sette uomini nello scontro. La battaglia è durata per oltre due ore ed i Mangusta hanno distrutto alcuni mezzi catturati dai talebani.
Ieri tre soldati britannici sono stati uccisi da «fuoco amico» nella provincia di Helmand. I soldati inglesi stavano pattugliando alla zona infestata dai talebani di Kajaki. Due F 15 americani sono intervenuti e hanno sganciato almeno una bomba che ha centrato gli alleati.